Scontro treni, Cantone attacca: «Collegamento con la corruzione»

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Mentre tutta l’Italia cerca cause e responsabili del disastro ferroviario in Puglia, Raffaele Cantone invita a guardare anche al sistema generale della corruzione in Italia.  Il disastro – il presidente dell’Anticorruzione – «evidenzia purtroppo un oggettivo collegamento con la corruzione». Cantone sottolinea che l’incidente «è frutto probabilmente di un errore umano, ma anche conseguenza di un problema atavico del nostro Paese di mettere in campo infrastrutture adeguate ed una delle ragioni di ciò è da individuarsi nella corruzione». Cantone lo dice alla presentazione della relazione annuale dell’Anac.

«La realizzazione di alcune grandi infrastrutture  – continua Cantone – ha confermato numerose criticità, quali le carenze nella progettazione e l’apposizione di numerose varianti e riserve». «Anche a causa di lunghi e complessi contenziosi – osserva ancora Cantone – molte opere si sono arenate e non hanno ancora visto la luce. Tra queste figurano rilevanti infrastrutture viarie pensate per lo sviluppo del Mezzogiorno. È il caso dell’anello ferroviario di Palermo che, messo a bando nel giugno 2006, nell’ottobre 2015 registrava un avanzamento fisico pari al 3% dell’importo dei lavori, e dell’autostrada A14 Bologna-Taranto, per la quale sono stati sottoscritti ben tre accordi transattivi».

«Diffuse anomalie – prosegue il presidente dell’Anac – sono state rilevate in relazione ad altre reti ferroviarie come l’Alta Velocità a Firenze e la Metro C di Roma. L’Autorità ha constatato, ancora una volta, le disfunzioni nel sistema di affidamento al contraente generale». «A dir poco paradossale – aggiunge – è poi la vicenda della diga sul Fiume Melito: inserita nei programmi della ex Cassa del Mezzogiorno, con progetto approvato nel 1982, ad oggi non solo l’opera non ha ancora visto la luce, ma è addirittura in fase di rivisitazione lo stesso intervento».