Nigel Farage lascia la guida dell’Ukip: «Dopo Brexit la missione è compiuta»

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«Ho deciso di mettermi da parte come leader dell’Ukip». Lo dichiara Nigel Farage aggiungendo che «la vittoria del Leave nel referendum significa che ho raggiunto la mia ambizione politica».  «Sono entrato in questa lotta venendo dal mondo degli affari – afferma Farage in una dichiarazione diffusa dal suo portavoce – perché volevo che fossimo una nazione auto-governata e non per diventare un politico di carriera». «L’Ukip – continua Farage – è in una buona posizione e continuerà. col mio pieno supporto, ad attrarre un voto significativo. Mentre noi ora lasceremo l’Unione europea, i termini del ritiro non sono chiari. Se ci saranno troppi ripensamenti nel governo e grazie al distacco di molti dei suoi elettori dal partito laburista, potrebbero essere ancora nel futuro i giorni migliori per l’Ukip». Rivolgendosi al personale e agli elettori del partito, Farage conclude con un ringraziamento «per lo straordinario sostegno e la generosità dimostrata per molti anni» aggiungendo che «non avrei potuto farcela senza di voi».

Farage non lascia il seggio nell’Europarlamento

Farage resterà comunque deputato dell’Ukip nell’Europarlamento e manterrà anche anche la carica di presidente del gruppo euroscettico Efdd, dove l’Ukip è alleato del M5S. A riferirlo il portavoce del partito, Hermann Kelly. In queste ore il partito di Farage è accusato di intromissioni tra i Conservatori, sostenendo sotto traccia la candidatura di Andrea Leadsom, sottosegretaria all’Energia ed esponente del fronte Leave al referendum sulla Brexit. Leadsom, che a differenza delle cautele tattiche degli altri aspiranti alla successione di David Cameron, ha detto di essere pronta ad attivare senza indugi l’articolo 50 del Trattato di Lisbona per garantire l’avvio immediato delle procedure di divorzio da Bruxelles, sembra emergere in questi giorni come l’avversaria più pericolosa per Theresa May. Così, alla vigilia di un primo ballottaggio destinato a ridurre a 4 il numero dei partecipanti alla contesa, i sostenitori di quest’ultima – citati dal Times – vanno all’attacco, avanzando sospetti di un’alleanza di fatto con Farage dopo che uno dei finanziatori storici dell’Ukip si e’ schierato apertamente con Leadsom. A rinfocolare i dubbi, il fatto che la sottosegretaria all’Energia si è rifiutata di escludere un coinvolgimento dell’Ukip fra i partiti di opposizione che il futuro governo consultera’ a margine dei negoziati con l’Europa per l’attuazione della Brexit.