Amazon Giappone apre al Made in Italy: un affare da 6 miliardi di euro

A partire da questo fine settimana il sito di Amazon Giappone espanderà la proposta dei prodotti italiani presenti nella propria bacheca: dai gioielli alle porcellane, dai capi in pelle ai prodotti artistici artigianali del Made in Italy. Il negozio online delle eccellenze italiane si associa a quelli già presenti sul sito di Amazon Italia, Amazon.com, e il corrispondente tedesco e inglese dell’azienda leader nell’e-commerce globale. La presentazione della nuova offerta del negozio su Amazon.co.jp/madeinitaly è avvenuta nel corso di una conferenza nel quartiere trendy di Daikanyama, al centro di Tokio, con la collaborazione della Camera di Commercio Italiana in Giappone (ICCJ), e alla presenza del consigliere dell’ambasciata d’Italia in Giappone Lorenzo Morini, del consigliere di ICCJ Francesco Formiconi, di Ken Hoshi Director Seller Services di Amazon Giappone, e di tre artigiani in rappresentanza delle centinaia di botteghe italiane che offrono i propri prodotti nel negozio Made in Italy.

Made in Italy on line: un mercato in piena espansione

«Il numero delle aziende italiane che hanno venduto i propri prodotti all’estero con Amazon è cresciuto di oltre il 135% negli ultimi 12 mesi, registrando più di 165 milioni di euro in esportazioni», ha spiegato Francois Nuyts, Country Manager Amazon Italia e Spagna. I 34 milioni di visitatori unici mensili di Amazon.co.jp avranno la possibilità di trovare informazioni specifiche relative ai prodotti, tra cui anche le immagini e le descrizioni delle botteghe dove gli artefatti sono stati realizzati e le tecniche di lavorazione impiegate. Secondo l’Osservatorio del Politecnico di Milano, l’export di merci italiane che passa attraverso canali digitali vale circa 6 miliardi di euro e rappresenta ancora una quota marginale, di poco superiore al 4%, delle esportazioni totali di beni di consumo. Il settore più esportato attraverso canali digitali è il Fashion, che contribuisce per oltre il 65% delle vendite online oltre confine, mentre gli altri comparti tipici del Made in Italy, ossia Food e Design, hanno un’incidenza più contenuta con circa il 15% ciascuno.