Onu, 51 paesi musulmani non vogliono le associazioni gay a parlare di Aids

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L’Egitto e altri 50 Paesi musulmani vogliono che 11 organizzazioni che si occupano dei diritti di gay, lesbiche, bisessuali e transgender siano escluse da un evento di alto livello sull’Aids in programma il prossimo mese alle Nazioni Unite. Una mossa che ha scatenato l’immediata protesta di Stati Uniti, Canada e Unione Europea. Nella lettera inviata dall’Egitto al presidente dell’ Assemblea Generale Mogens Lykketoft, a nome della Organization of Islamic Cooperation, si chiede l’esclusione di questi gruppi senza però fornire una motivazione. Una decisione del genere porterebbe solo ad “ostacolare la lotta contro Hiv e Aids visto che i membri di questi gruppi hanno 49 volte più probabilità di ammalarsi”, ha ribattuto l’ambasciatrice Usa, Samantha Power. La questione dei diritti della comunità Lgbt e la partecipazione ad eventi all’Onu è oggetto di contenzioso da tempo. Il segretario generale Ban Ki-moon sostiene il diritto all’ uguaglianza, ma viene fronteggiato dall’opposizione di numerosi stati africani, arabi e musulmani, oltre a Russia e Cina.