Omicidio di Fortuna, il presunto “mostro” si difende: «Non avete prove»

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«Voglio giustizia per tutti i bambini che sono stati abusati e voglio che i colpevoli paghino per quello che hanno fatto». Pietro Loffredo, padre di Fortuna, la bimba – secondo l’accusa violentata e uccisa dal vicino di casa, Raimondo Caputo – lo ha dichiarato dinnanzi al Tribunale di Napoli Nord, ad Aversa (Caserta), dove oggi era previsto l’incidente probatorio che riguarda due bambine, di 4 e 5 anni, figlie della compagna di Caputo, anche lei ritenuta coinvolta nella vicenda. «Voglio che quello che è capitato a Fortuna non capiti a nessun altro bambino», ha detto ancora Loffredo davanti al palazzo che ospita il tribunale, dove si era radunata una ventina di giornalisti, fotografi e operatori video di diverse testate. L’avvocato Angelo Pisani, legale del padre di Fortuna e dei nonni, incontrerà il sottosegretario alla Giustizia, Federica Chiavaroli, alla quale chiederà un intervento ad horas del Governo. Sarà anche consegnato all’esponente di governo un dossier sui gravi fatti accaduti e i pericoli che ancora corrono i bambini nel Parco Verde di Caivano, in provincia di Napoli, dove, il 24 giugno del 2014, avvenne la tragedia.

La difesa del presunto assassino

L’avvocato del presunto “mostro” di Caivano, però, non ha intenzione di assecondare le tesi dell’accusa: «Contro il mio assistito ci sono solo prove indiziarie e le dichiarazioni delle bimbe non sono attendibili. Vedremo cosa verrà fuori oggi dall’incidente probatorio», ha detto l’avvocato Salvatore Di Mezza, legale di Raimondo Caputo e della compagna, madre delle bimbe che verranno sentite al tribunale di Napoli Nord sulla vicenda di Fortuna Loffredo, morta al Parco Verde di Caivano. In Tribunale è arrivato anche Caputo. Al suo arrivo, una donna di un gruppetto proveniente da Parco Verde, ha accusato un malore. «Solo una delle bambine – prosegue l’avvocato Di Mezza – presentava un rossore nelle parti intime, mentre le altre non avevano alcun segno che potesse far pensare a presunti abusi sessuali. L’incidente probatorio sarà un primo importante passo per chiarire la vicenda. Il mio assistito si è sempre professato innocente».

Le accuse della mamma di Fortuna

«Per me le bambine che oggi verranno ascoltate nascondono ancora dei segreti»,  ha detto Domenica Guardato, 28 anni, mamma di Fortuna Loffredo. «Voglio giustizia per la mia Chicca – ha aggiunto accusando Raimondo Caputo e la sua compagna, madre delle due bimbe che verranno ascoltate oggi. Non la perdonerò mai – ha detto – lei ha ancora le sue figlie. La mia, invece me l’hanno uccisa. Avrei preferito un milione di volte averla su una sedia a rotelle. Invece sono costretta a portale fiori sulla sua tomba».