Milano, Sala le spara grosse: li asfalteremo. De Corato: sì, dai salotti…

Sono 9 i candidati sindaco a Milano per le prossime amministrative e 17 le liste per il consiglio comunale presentati. I candidati alla successione di Giuliano Pisapia a Palazzo Marino per i tre principali schieramenti sono Stefano Parisi per il centrodestra, Giuseppe Sala per il centrosinistra e Gianluca Corrado per il M5S. Gli altri sei sfidanti sono Marco Cappato (Radicali), Nicolò Mardegan (Noi per Milano – Mardegan sindaco), Natale Azzaretto (Partito comunista dei lavoratori), Luigi Santambrogio (Alternativa municipale), Basilio Rizzo (Milano in Comune) e Maria Teresa Baldini (Fuxia People). Mentre il candidato della sinistra Sala le spara grosse dichiarando di vincere al primo turno, l’ex sindaco di Milano Riccardo De Corato parla di politica: «Mentre altri erano nei salotti o negli studi televisivi, noi abbiamo attraversato gli anni più duri senza mai arretrare di un millimetro. I milanesi se lo ricordino: noi l’incubo arancione abbiamo cercato di scacciarlo da subito, altri se ne stavano seduti e in silenzio. Adesso lottiamo perché a Milano rinasca una speranza e ritorni la luce», ha detto il capolista di Fratelli d’Italia a Milano alle amministrative del 5 giugno. «Negli anni in cui ho avuto incarichi di governo, nelle giunte dei sindaci Albertini e Moratti – afferma -, ho dato appalto per oltre 5 miliardi di euro senza mai ricevere un avviso di garanzia e senza che ci fosse il minimo sospetto. Ho inaugurato la nuova Scala, il teatro Arcimboldi, dato a Milano per la prima volta nella storia una rete di depuratori degna di tal nome. Ma anche nel 2011, quando abbiamo perso le elezioni, assieme agli altri consiglieri non abbiamo abbassato la guardia. Abbiamo fatto opposizione dura contro Pisapia e la sinistra, abbiamo lottato ogni giorno contro Area C, contro una maggioranza che ha succhiato sangue e risorse a Milano, che ha dato regalie a immigrati, nomadi, che ha tollerato i centri sociali. Altri invece – conclude De Corato – erano nei salotti o negli studi televisivi».

Salvini: basta che il sindaco di Milano non sia musulmano…

Sulle amministrative meneghine interviene anche Matteo Salvini: «Se l’accusa è quella di essere di destra o di estrema destra non capisco dove sta il fondamento, anche io sono di estrema destra secondo la maggioranza dei giornalisti», ha detto il segretario della Lega Nord commentando le polemiche strumentali scoppiate a Milano per la candidatura da parte del suo partito di un presunto militante di un gruppo di estrema destra, Lealtà e Azione, per la Municipalità 8. Secondo la stampa «io sarei razzista, leghista, mezzo nazista – ha aggiunto a margine di una sua visita ad un gazebo della Lega a Milano – Il problema invece è se qualcuno sostiene i Fratelli musulmani. Io mi preoccuperei per i candidati islamici, vicini ad associazioni che in altri Paesi del mondo sono considerate terroristiche, ma che sono nelle liste del Pd a sostegno di Giuseppe Sala», ha concluso Salvini. Il quale Sala, come si diceva, le spara grosse: «Sulla concretezza li asfalteremo. Al centrodestra faremo vedere di cosa siamo capaci. Il programma per i prossimi 5 anni è un programma partecipato, che nasce dall’impegno vostro e che non è retorico. E nasce da devozione e fatica di ognuno di voi», ha proclamato. E ha definito «deprimente» la posizione della destra sulle moschee.