M5S, ormai siamo alla “tripla morale”: Becchi: «È un partito stalinista»

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Non si placa la bufera sul M5S. «Dalla doppia siamo passati alla tripla morale». Il caso Pizzarotti tiene banco e i commenti politici sono al vetriolo. Il senatore azzurro Maurizio Gasparri forografa così quella che omai definire «doppia» morale è un eufemismo . «La sinistra ha sempre fatto ricorso alla cosiddetta doppia morale: morte ai nemici per ogni minimo sospetto, indulgenza con gli amici anche se presi con le mani nel sacco. Una giustizia, insomma, a velocità variabile. Adesso Grillo vara la tripla morale: gli avversari devono essere lapidati anche per una multa in divieto di sosta, dimissioni, fucilazione immediata, dispersione nel deserto dei parenti fino al settimo grado; gli amici vanno protetti anche di fronte all’evidenza di responsabilità penalmente rilevanti come nel caso del sindaco Nogarin; invece per i grillini semi dissidenti come Pizzarotti c’è la sospensione dal movimento. Insomma, per Grillo e i grillini la situazione è un po’ più sofisticata. Tripla morale come nuova categoria della politica. Amici protetti, avversari fucilati, iscritti scomodi avviati verso la gogna. La verità è che in 13 delle 17 amministrazioni locali conquistate dai grillini sono esplosi problemi giudiziari e scontri tribali. Invocano onestà ma poi praticano la via dell’omertà. Del resto, con un capo condannato in via definitiva per una vicenda davvero inquietante cosa ci si poteva aspettare?», conclude Gasparri.

Becchi: «Il M5S è diventato un partito “stalinista”»

Gasparri è in folta compagnia: aveva aperto il fuoco Paolo Becchi, il cosiddetto ideologo dei 5 Stelle, ora fuoriuscito, che liquida la sospensione di Federico Pizzarotti come «un regolamento di conti interno. Il Movimento è diventato un partito stalinista.  Così – spiega – il Movimento rischia di perdere credibilità, adesso seguono la logica bieca dei partiti: usano un pretesto per far fuori chi non è in linea. Due pesi e due misure, come tutti gli altri. Il web non ha più senso. Il Movimento è diventato un partito. Rigido, strutturato, ‘stalinista’, senza dibattito interno».