L’Iran accusa l’Arabia Saudita: «È lo sponsor più pericoloso del terrorismo»

L’Arabia Saudita è «il principale e più pericoloso sponsor del terrorismo» in Iraq e nel resto della regione. Lo ha affermato  – riferisce l’agenzia Fars – il portavoce del ministero degli Esteri dell’Iran, Hossein Jabari Ansari, replicando alle affermazioni del capo della diplomazia saudita, Adel al-Jubeir, che aveva accusato la Repubblica islamica di interferire negli affari iracheni, portando a prova di ciò la presenza sul campo del capo dei Pasdaran, Qassem Soleimani.

«La presenza di consiglieri militari dell’Iran  sotto il comando del generale Soleimani è su richiesta del legittimo governo nazionale al fine di combattere i terroristi e gli estremisti che stanno destabilizzando l’Iraq e la regione», ha detto Ansari. «Anziché cercare di imbrogliare l’opinione pubblica e distorcere I fatti, Adel al-Jubeir non deve scordarsi che il suo paese è percepito a livello internazionale come il primo e più pericoloso sponsor del terrorismo e dell’insicurezza in tutto il mondo». Le tensioni tra Arabia Saudita e Iran si sono impennate a inizio anno, quando la monarchia del Golfo ha giustiziato l’imam sciita Nimr al-Nimr, e l’ambasciata di Riad in Iran  è stata assaltata per protesta. I sauditi hanno rotto le relazioni diplomatiche con l’Iran e anche i voli tra i due paesi, mettendo in forse il tradizionale pellegrinaggio alla Mecca, l’hajj, degli iraniani. Proprio in questi giorni, a Gedda, le delegazioni dei due Paesi stanno cercando di risolvere almeno questo problema. Ieri, il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha annunciate che Mosca è pronta a mediare su «specifici argomenti».

«Dopo anni di scaramucce diplomatiche e guerre più o meno coperte per procura – nota Emiliano Battisti su Il Caffè Geopolitico  – , Arabia Saudita e Iran hanno gettato la maschera e iniziano a confrontarsi apertamente. I fattori scatenanti sono sostanzialmente due: la guerra civile in Siria, dove i due Paesi sono schierati su fronti opposti e l’annullamento delle sanzioni internazionali a Teheran dopo l’accordo sul programma nucleare. Quest’ultimo fatto riporta il Paese sul palcoscenico diplomatico internazionale con pieno diritto e diversi Paesi, compreso il nostro, sono pronti a riavviare le attività economiche e gli accordi commerciali, soprattutto per quanto concerne il settore energetico. L’Arabia Saudita vede così in pericolo la posizione di forza, detenuta per anni, in Medio Oriente, soprattutto grazie al proprio accreditarsi come bastione della stabilità in una regione più che mai turbolenta».