Gaza di nuovo in guerra: Hamas spara sugli israeliani, Tel Aviv risponde

La notte scorsa, dopo un altro lancio di colpi di mortaio da Gaza, Israele ha nuovamente colpito postazioni di Hamas nel nord della Striscia. Lo dice il portavoce militare Peter Lerner spiegando che sono state «raggiunte quattro postazioni del terrore». La tensione non è dunque diminuita nonostante il rappresentante di Hamas Abou Marzouk, citato dai media, abbia sostenuto dal Cairo che era stata raggiunta una mediazione tra le parti grazie all’intervento dell’Egitto. La circostanza è stata peraltro smentita da Israele. Il portavoce militare a commento dell’attacco della notte scorsa ha ricordato che sin da 3 maggio «Hamas ha ripetutamente sparato e lanciato colpi di mortaio e razzi contro i soldati israeliani impegnati in attività operative di difesa nel’adiacenze della barriera di sicurezza con la Striscia». Hamas, tramite Marzouk, ha ribattuto – prima di dare notizia della mediazione attivata con le parti dall’Egitto – che quanto accaduto ai confini est della Striscia «è un tentativo di Israele di mettere in atto fatti compiuti sul terreno per 150 metri oltre la barriera di confine. Questo è ciò che ha spinto i nostri uomini a ingaggiare questo scontro. Per impedire ai loro bulldozer di continuare nel loro operato». Anche nelle ultime ore colpi di mortaio da Gaza sono stati sparati contro pattuglie di soldati israeliani all’opera nella parte sud di Gaza. Lo ha detto il portavoce militare Peter Lerner. L’esercito ha risposto a sua volta al fuoco dalla Striscia. È il secondo giorno che avviene lo scambio di colpi. La zona di questo nuovo incidente sarebbe quella dove l’esercito ha scoperto un nuovo tunnel di Hamas diretto verso Israele. Non si segnalano vittime. Secondo l’esercito sono stati tre i colpi di mortaio sparati da Gaza verso le pattuglie dei soldati in attività lungo la barriera difensiva. Nel frattempo, secondo molte fonti, l’esercito ha dichiarato zona militare chiusa l’intera area nella quale è stato trovato il nuovo tunnel nella parte israeliana a ridosso del confine a sud della Striscia.

Gli israeliani hanno scoperto altri tunnel a Gaza

La tensione insomma è bruscamente tornata a salire al confine tra Gaza e Israele. Dopo cinque episodi di tiri di mortaio dalla Striscia contro pattuglie israeliane lungo il confine, a cui Israele ha subito replicato, mercoledì sera l’aviazione dello Stato ebraico ha colpito una serie di postazione di Hamas nel sud della Striscia nella zona di Rafah. Non si hanno al momento notizie di vittime. La situazione ha cominciato a peggiorare quando, secondo l’esercito israeliano, si sono avuti in un lasso di tempo abbastanza stretto ripetuti colpi di mortaio in direzione dei soldati in diverse località. Soldati – secondo molti fonti – impiegati in operazioni di ricerca di nuovi tunnel diretti verso il territorio dello Stato ebraico. L’ultimo è stato scoperto circa un mese fa. L’allarme si è così innalzato tanto da spingere le forze armate israeliane a dichiarare zona militare chiusa quella intorno al kibbutz Nahal Oz, proprio a ridosso della Striscia, obiettivo di gran parte del fuoco di oggi. Al tempo stesso l’esercito ha chiuso al traffico civile – eccetto per chi ci abita – la strada 232 che corre lungo Gaza. Hamas e la Jihad islamica da Gaza hanno messo in guardia dalle possibili ripercussioni di quelle che hanno definito “escalation israeliana”.