Ue, schiaffo a Renzi: «Flessibilità? L’Italia ne ha avuta troppa. Ora basta»

Dalla Ue arriva un sonoro schiaffo a Renzi  e al suo ottimismo di maniera. “L’Italia è il Paese che ha ottenuto più flessibilità, non se ne può concedere ancora”. Lo ha detto il vicepresidente dell’Ue Jyrki Katainen al Workshop Ambrosetti di Cernobbio, spiegando che “la flessibilità non è la soluzione ai problemi di oggi, dobbiamo essere responsabili, bisogna continuare a fare le riforme, non c’è spazio per rilassarsi”. Il commissario Ue ha anche aggiunto che “in alcuni Paesi l’esposizione al debito sovrano da parte delle banche è ancora troppo alta, serve un maggiore bilanciamento” e che “va bene avere misure di solidarietà e flessibilità, ma ci vogliono misure per indurre i Paesi a fare le riforme”. Alla domanda su quale possa essere il tetto ideale per la detenzione di debito sovrano da parte degli istituti di credito Katainen ha replicato che “serve un periodo di transizione”, in quanto “i cambiamenti non si possono fare né in una notte né in 5 anni”.

La doccia fredda Ue ha fatto immediatamente suonare un campanello d’allarme a Palazzo Chigi e a Via XX Settembre. Padoan ha replicato quasi in tempo reale al commissario Ue:  “L’argomento che l’Italia chieda troppo è semplicemente sbagliato, l’Italia ha più flessibilità perché è più in regola di altri per le riforme messe in campo e per gli investimenti. I paesi nel braccio correttivo come la Francia non possono usare flessibilità perchè le loro finanze non sono in regola come le nostra. L’Italia è in regola non ingorda”. Ai ripari è corso  anche Rnzi che ha tentato di spegnere subito ogni voce d’allarme sui conti pubblici. “Non ci saranno man ovre correttive”. Ce lo auguriamo. Certo è che la presa di posizione Ue rapprsenta un ulteriore colpo alla credibilità del governo e della sua politica economica.