Svezia, si è dimesso Kaplan. Il ministro musulmano che aveva insultato Israele

Si è dimesso il ministro svedese per la Casa e lo Sviluppo urbano Mehmet Kaplan, membro del governo socialdemocratico al potere in Svezia, al centro delle polemiche per i suoi rapporti – mai del tutto chiariti – con gli islamisti e gli ultranazionalisti turchi, sua patria natale, ma anche per avere paragonato negli anni scorsi Israele ai nazisti per il modo in cui lo Stato ebraico ha trattato i palestinesi. Mehmet Kaplan, 44 anni, del Partito dei Verdi ed ex portavoce del Consiglio dei musulmani svedesi, ha affermato di avere lasciato il suo incarico a causa delle polemiche che gli hanno impedito di svolgere serenamente il suo lavoro: «Voglio essere chiaro, la mia mossa non è la conferma delle notizie che circolano sul mio conto. Io so chi sono e quello che ho fatto», ha detto rivolgendosi alla stampa. Le polemiche sono esplose la scorsa settimana dopo che alcuni media hanno pubblicato delle fotografie che lo ritraevano a cena con alcuni leader turchi, tra cui il responsabile dei Lupi grigi, gruppo ultranazionalista che nega l’olocausto degli Armeni. Kaplan si è difeso affermando di non conoscere la persona in questione e ha preso le distanze dal movimento.

I rapporti tra Svezia e Israele oggi sono piuttosto freddi

Nel 2010 Kaplan venne arrestato in Israele per avere preso parte alla Freedom Flottilla, che portava aiuti umanitari – e qualcuno dice anche armi ai terroristi palestinesi – destinati ai palestinesi di Gaza e venne anche aspramente criticato per avere paragonato Israele ai nazisti per il mondo in cui ha trattato i palestinesi. Kaplan ha comunque aggiunto che continuerà a militare nel suo partito. I rapporti tra Israele e Stoccolma, dopo che quest’ultima ha riconosciuto lo Stato di Palestina, non sono del tutto idilliaci. A gennaio di quest’anno avevano destato polemiche a non finire le dichiarazioni del ministro degli Esteri svedese, Margot Wallstrom, che aveva chiesto l’apertura di un’inchiesta per determinare se Israele è colpevole di esecuzioni extragiudiziali di palestinesi nel corso della recente ondata di attentati. Dichiarazioni che hanno infiammato gli animi e innescato un gelo diplomatico fra i due Paesi al punto che il ministero degli Esteri a Gerusalemme convocò l’ambasciatore svedese Carl Magnus Nesser rimproverando Stoccolma di presentare in modo distorto la realtà e di provocare «l’ira del governo e del popolo di Israele».