Regeni, Gentiloni: «No a verità di comodo». L’Egitto: «Così complichi tutto»

È scontro Italia-Egitto dopo le parole del ministro Gentiloni sul caos Regeni. Nell’aula del Senato il ministro ha ribadito posizione che dell’Italia: «Ci fermeremo solo quando troveremo la verità, quella vera e non di comodo. Per ragioni di Stato non permetteremo che sarà calpestata la dignità dell’Italia. Se non ci sarà un cambio di marcia, il governo è pronto a reagire adottando misure immediate e proporzionate». Parole che hanno subito provocato la risposta glaciale dell’Egitto. Gli avvertimenti dell’Italia, per bocca del ministro degli Esteri Paolo Gentiloni “complicano la situazione” relativa al caso della morte di Giulio Regeni. Ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri egiziano.

Caso Regeni, la nota dell’Egitto

In una nota del portavoce ufficiale del ministero degli esteri egiziano, Ahmed Abu Zeid, si legge: «Considerando le relazioni profonde tra l’Egitto e l’Italia, sia a livello ufficiale che a livello dei nostri popoli, e visto il coordinamento effettuato recentemente tra le due parti sull’iniziativa degli investigatori e la visita del procuratore generale italiano in Egitto, a metà del mese scorso, e la conferma fatta durante questa visita da parte egiziana circa il suo impegno ad una piena cooperazione con la parte italiana, noi ci asteniamo di commentare queste dichiarazioni che complicano ancora di più la situazione in quanto arrivano un giorno prima dell’arrivo di una equipe di investigatori egiziani in Italia per informare la parte italiana di tutti i risultati dell’indagine».