Omicidio di Fortuna: arrestato il vicino. La mamma: «Deve marcire in cella»

Quella dell’omicidio della piccola Fortuna Loffredo, si chiarisce ad ogni passo dell’indagine sempre di più, una storia di abusi. Di violenze. Di mostri coperti dall’omertà e dalla paura. Una storia che ha mietuto già due vittime in un condominio nella provinica campana dove si annidavano pedofili senza scrupolo, senza pietà, neppure per i loro stessi figli… E allora, oggi la cronaca del tragico caso dell’omicidio della piccola Fortuna Loffredo registra l’arresto di un uomo: un uomo già in carcere, insieme alla compagna, con l’accusa di violenza sessuale sulla figlia di appena tre anni. Un uomo, compagno della vicina di casa della piccola Fortuna precipitata giù da un balcone nel giugno di due anni fa.

Omicidio di Fortuna: arrestato il vicino di casa

E allora, in queste ultime, concitate ore, i carabinieri della Compagnia di Casoria hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip su richiesta della Procura di Napoli Nord, per l’omicidio della piccola Fortuna Loffredo, avvenuto il 24 giugno 2014 nel Parco Verde di Caivano. Il corpo della bimba, che allora aveva sei anni, fu trovato davanti allo stabile dove abitava, molto probabilmente poco dopo essere precipitata. L’autopsia stabilì che la piccola vittima aveva subito abusi sessuali. Sin dall’avvio delle indagini, dunque, il sospetto della Procura era che Fortuna Loffredo fosse rimasta coinvolta in un giro di pedofilia, del quale forse anche altri bambini del Parco Verde sono vittime. Un sospetto condiviso dalla madre della bimba morta, Domenica Guardato.La donna, infatti, ha sempre puntato senza esitazione il dito contro le persone che abitano nell’edificio: «Il mostro è nel nostro palazzo, è impossibile che nessuno abbia visto. Chi sa parli», disse sin dalle prime settimane dopo la morte della piccola.

L’uomo già in cella con la compagna per lo stupro della figlia

Ma l’omertà. La paura. I sospetti trattenuti a forza tra le pareti domestiche non hanno mai agevolato la ricerca della verità. Una verità, invece, perseguita dagli inquirenti che oggi hanno disposto l’arresto di un uomo, compagno della vicina di casa della piccola Fortuna. Vicina di casa che – e il cerchio investigativo ruota necessariamente anche intorno al drammatico precedente – era la mamma del piccolo Antonio, il bimbo di 3 anni morto il 28 aprile 2013 precipitando dal balcone dello stesso palazzo del parco Verde di Caivano (Napoli) in cui morì un anno dopo Fortuna Loffredo. Circostanze sospette, nonché simili a quelle di Fortuna, verificatesi appena un anno prima. Un elemento, quest’ultimo, confermato dal legale della famiglia Loffredo, Angelo Pisani. L’uomo destinatario dell’ordine di custodia cautelare per l’omicidio della piccola Fortuna, è accusato di violenza sessuale e omicidio, ed è già in carcere insieme alla compagna da novembre 2015. I due, allora, furono fermati con l’accusa di violenza sessuale sulla figlia di tre anni. Amaro il commento della mamma della piccola Fortuna: «Da una parte sono contenta perché ho avuto giustizia, dall’altro dico che quei due devono marcire in carcere perché hanno ammazzato mia figlia», ha dichiarato a caldo Domenica Guardato, riferendosi anche alla compagna dell’uomo, sua vicina di casa, anche lei già in carcere per violenza su un’altra bimba di tre anni. E a loro dice: «Voglio guardarvi in faccia per capire perché lo avete fatto».