Foto-choc sui social: bimbo napoletano vestito da boss fa il pieno di “like”

Un bimbo trasformato in un’icona della camorra fa il pieno di “like” su Fb. Baby-boss, barba finta, pistola in mano, con tanto di rolex al polso e occhiali da sole “Persol” come il ras di Forcella, Emanuele Sibillo. Fa discutere la foto di un bimbo “travestito” come il defunto boss della “Paranza dei bambini” (il fenomeno criminale in alcuni quartieri di Napoli, dove minorenni sparano, spargono terrore e ottengono il controllo di piccole porzioni del mercato della droga), ucciso lo scorso anno nell’agguato che ha dato la stura a una sanguinosa faida che ha visto contrapposti le famiglie Sibillo–Giuliano–Amirante alla famiglia Mazzarella. È quanto scrive Metropolis di Napoli. La foto, scrive sempre il quotidiano napoletano, risale molto probabilmente allo scorso Carnevale, anche se da qualche giorno viene postata sui social.

Il bambino trasformato in un’icona di camorra

Avrà poco più di cinque anni. Un perfetto clone, scrive Metropolis,  di chi, tra i vicoli dei Decumani, viene percepito come un “difensore degli oppressi”, un moderno Masaniello alimentato da piombo e cocaina. Il boss ventenne capo della terza generazione della camorra è stato ucciso da latitante, in via Oronzio Costa, nel corso della guerra per il controllo del centro storico di Napoli. Al giovane boss è stata dedicata una cappella votiva in un palazzo del centro storico di Napoli e un video con le canzoni di Eros Ramazzotti. Sulla vicenda del bimbo è intervenuto anche lo scrittore e studioso Isaia Sales: «Dire che si tratta solamente di un problema culturale – ha commentato – è davvero complicato».

La paranza dei bambini

Il cartello camorristico Giuliano-Sibillo-Brunetti-Amirante, definito anche “la paranza dei bimbi” è egemone nel quartiere Forcella-Maddalena. Secondo gli inquirenti, questo sodalizio criminoso si è reso protagonista di un acceso contrasto con il clan camorristico dei Mazzarella per il controllo dei traffici illeciti legati allo spaccio di sostanze stupefacenti e alle estorsioni.