Caos-scuola, Rampelli: il concorsone è una truffa, deve essere annullato

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È partito nel caos tra denunce di irregolarità e smentite imbarazzanti del ministero dell’Istruzione il carrozzone del concorsone per la scuola pubblica che mette a disposizione oltre 63 mila posti in tre anni e vede impegnati candidati già abilitati all’insegnamento.

Concorso nel caos

A poche ore dal fischio di inizio delle prove scritte una valanga di segnalazioni di irregolarità a Roma e Palermo hanno inondato il web, come hanno denunciato le associazioni di precari, da mesi mobilitati contro il “concorso truffa”. «La partenza  è tutta in salita. Sui social network molti segnalano che è stato richiesto l’intervento delle forze dell’ordine  per mettere a verbale la mancanza della commissione e delle griglie di valutazione. I disordini si segnalano in particolare all’Istituto Virgilio di Roma e al Mario Rutelli di Palermo». Sotto il pressing delle denunce di alcuni candidati che hanno chiamato i carabinieri, come al liceo Salvini della capitale, il ministero guidato da Stefania Giannini è stato costretto a smentire. «Smettiamola, il concorso è partito regolarmente, non ci  risultano problemi segnalati da vari siti», ha replicato il ministro che alla vigilia della prova ha parlato di «concorso storico» per rimettere in marcia la scuola e assicurato l’efficienza delle commissioni «pronte e adeguate al compito non facile».

La denuncia di Rampelli: il concorso va annullato

Ma la velina di viale Trastevere – va all’attacco Fabio Rampelli –  «non cancella la figuraccia e dimostra quanto il ministero, la sua titolare e tutto il governo Renzi, siano fuori dal mondo della scuola. Abbiamo decine di messaggi da tutta Italia di esaminandi che ci stanno informando dei grandissimi problemi di sessione». Il capogruppo di Fratelli d’Italia a Montecitorio, impegnato fin dalla prima ora a sostegno dei precari organizzati nella sigla Mida, ha preannunciato un’interrogazione sul concorsone fotografando tutte le irregolarità di svolgimento della prova mentre i sindacati sul piede di guerra hanno proclamato lo sciopero generale per il prossimo 23 maggio. «Mancano commissari d’esame, nominati solo mercoledì sera, supplenti commissari, verbali, griglie di valutazione (ovvero di correzione delle prove scritte) così come previsto affinché il concorso si possa svolgere», spiega Rampelli confermando la notizia dell’intervento dei carabinieri a Roma e in Sicilia. «Di fatto la prova, che è nazionale, è già invalidata perché come tutti i concorsi nazionali dovrebbe partire contemporaneamente in tutta Italia. E questo non è accaduto. A Milano hanno già finito, alcuni precari stanno uscendo fornendo indicazioni sulle domande d’esame. A Roma, invece alcune prove sono appena iniziate. Si sta verificando purtroppo tutto quello che avevamo previsto».