Bimbo autistico in gita, ma trasportato da un taxi. E la mamma si ribella

Per partecipare ad una gita scolastica un bambino autistico di una scuola d’infanzia di Firenze potrebbe essere costretto ad usare il taxi, ma la mamma ha fatto sapere di non accettare questa condizione. La vicenda, di cui si occupa oggi la cronaca fiorentina del quotidiano La Nazione, avrebbe all’origine un rebus di tipo assicurativo. L’uscita della scuola è prevista per maggio nel parco di Villa Strozzi e a disposizione della scuola ci sono pulmini che possono ospitare al massimo due adulti, ovvero le due insegnanti. Così resterebbe fuori l’insegnante di sostegno del bambino che, secondo la preside non avrebbe copertura assicurativa per raggiungere i ragazzi in gita a piedi o in autobus. Da qui l’ipotesi di far partecipare il bimbo autistico e la sua insegnante di sostegno in taxi. Ipotesi che dalla mamma del piccolo viene ritenuta inaccettabile, così come quella di far salire il bambino su uno dei pulmini escludendo però un suo compagno di scuola. A chiarire quello che sembra un rompicapo è la vicesindaco di Firenze Cristina Giachi secondo la quale non ci sarebbero problemi assicurativi per l’insegnante “appiedato” e che ha comunque assicurato la disponibilità, se sarà necessario, a rendere disponibile un ulteriore pulmino.

E il piccolo Giulio, bambino autistico di Livorno, viene rientragrato nel gruppo

Giulio, il ragazzino autistico di 14 anni che la scorsa settimana è stato escluso dalla gita scolastica di terza media, parteciperà alla prossima uscita della classe. A raccontarlo è stata la mamma a cui questa mattina le insegnanti di Giulio hanno fatto firmare l’informativa per l’uscita in programma tra qualche giorno a Livorno. “Giulio – ha raccontato la donna – tornerà con i suoi compagni in autobus. Stamani mi hanno fatto firmare il foglio per l’uscita, cosa non accaduta la volta precedente. A scuola tutti fanno come se nulla fosse mai accaduto. I ragazzi con problemi di autismo devono avere la possibilità di partecipare a tutte le iniziative, loro ogni giorno sono in grado di sorprenderci”. La mamma è anche presidente di un’associazione che aiuta gli autistici. “La scuola deve cambiare. L’autismo è un handicap grave ed accanto ai nostri ragazzi ci vogliono persone competenti e preparate: non si può improvvisare. C’è bisogno di grande preparazione ed attenzione altrimenti si rischia di fare danni incalcolabili”, ha concluso la donna che attende la telefonata del ministro dell’Istruzione Stefania Giannini.