Renzi s’inventa una “mancia” di 100 euro per preparare un’altra commedia

Renzi è in difficoltà su tutti i fronti, è terrorizzato dall’esito del referendum sulle riforme e per mietere consensi elettorali sta escogitando una nuova mancia, anzi stando ad indiscrezioni che leggiamo sul Messaggero, poi rimbalzate su altri siti, gli economisti del premier a Palazzo Chigi avrebbero “elaborato” un nuovo piano economico da varare dopo l’estate, giusto in tempo per stupire con i soliti effetti speciali a danno dello sviluppo. Fuochi d’artificio. Si torna ancora ai celeberrimi “80 euro”, anzi ancora di più, la spara grossa, si arriva a 100 euro. Questa l’ipotesi al vaglio di premier e compagnia cantante, chiaramente una mossa elettorale che  potrebbe fruttare voti da parte di chi non si rende conto che il “metodo Renzi” farà avere un ritorno negativo in termini di sviluppo. Addio crescita. Perché? Perché questa nuova mancia rafforzata che, stando alle indiscrezioni, potrebbe essere allargata anche ai pensionati al minimi, «costerebbe 2,4 miliardi per i lavoratori dipendenti e altri 2 miliardi circa per i pensionati. Queste risorse il governo dovrebbe andare a trovarle in altre tasche. Indovinate quali? Quelle delle imprese che da tempo chiedono la riduzione della pressione fiscale. Il governo potrebbe ottenere le risorse dal rinvio del taglio delle loro tasse, dell’Ires in particolare, prevista per il 2017. L’aliquota dovrebbe scendere dall’attuale 27,5 per cento al 24. Sarebbe un volano per molte realtà. invice niente. Questo taglio sarà rinviato e il giochetto di Renzi potrebbe andare in porto. Insomma, a pagare la mancia elettorale di Renzi sarà ancora una volta il tessuto produttivo delle imprese, già a lungo falcidiato. E addio sviluppo.