Terrorismo, FdI a Renzi: «Di te non ci fidiamo, non prendi nemmeno le impronte»

Un faccia a faccia con il presidente del Consiglio, le solite rassicurazioni, la certezza che sono stati fatti errori drammatici e che qualcuno non è all’altezza della situazione. «Non ci fidiamo di Renzi, mi pare evidente», ha detto il capogruppo di FdI alla Camera, Fabio Rampelli, dopo l’incontro con Renzi. «Lo abbiamo contrastato in tutto e per tutto, perché consideriamo le misure di sicurezza e sull’immigrazione insufficienti. C’è qualcosa che non funziona. In Italia non abbiamo certezza comprovata di un numero importante di terroristi solo perché abbiamo fatto gli indiani e non abbiamo preso le impronte».

FdI mette sotto accusa il governo

«Ogni riunione costruttiva è positiva ma bisogna rivedere il modello di integrazione perché non sta funzionando, come dimostra quanto accaduto in Belgio», ha aggiunto Rampelli. «A Renzi noi di FdI abbiamo chiesto di rivedere quel modello. Bisogna affiancare alla solidarietà la capacità di fare selezione e noi l’abbiamo persa. Bisogna fare selezione sia tra i migranti, dando priorità a coloro che fuggono da guerre, sia nella concessione della cittadinanza. È al momento in esame una legge su questo tema: serve meno demagogia. E poi si dovrebbe contrastare la formazione di ghetti che diventano brodo di cultura del radicalismo con una equa distribuzione sul territorio degli stranieri».