Bertolaso non si ritira: “Ci risentiamo dopo il primo turno…”

30 Mar 2016 8:28 - di Redazione

Guido Bertolaso è l’uomo del fare “ante litteram”. Un sindaco che saprebbe  quanti centimetri di asfalto bisogna dare, un uomo che  sa come si riempie una buca, come si fa camminare un bus, le modalità con cui si apre una scuola e come si costruisce una casa. «Non parliamo di case, che penso a L’Aquila. Convengo che sul punto ci possano essere differenti valutazioni tra me e lei. Sorvoli su L’Aquila. Ho risolto i rifiuti a Napoli. Sorvolerei anche su Napoli. Mica possono ricordarsi di come ho organizzato i funerali del Papa?». Sono alcuni passaggi dell’intervista di  Bertolaso a “Il Fatto Quotidiano“.

Bertolaso non convergerà su Marchini

Tutti dicono che si ritirerà dalla corsa. I sondaggi non le danno scampo. “Tutti chi? Tutti quelli che mi vogliono fottere”. La vedono bene come coordinatore nazionale di Forza Italia. “Cosa? E che mi frega di Forza Italia? Mica sono un politico? Mica mi metto nei casini? Deve già tener testa ai giudici. Ai romani non frega nulla dei miei guai giudiziari. Vogliono qualcuno che gli aggiusti la vita. Stop”. Oggi aveva un’udienza dal gup per non so quale questione. Un processino. Hanno confermato la prescrizione. Io ho rinunciato ma il giudice non ha voluto sentire ragioni. Prescrizione e basta”. Lei dunque resta in corsa ? “Naturale, certo, strasicuro. Confermo”. Non si ritira. “Potrei farlo solo se vedessi che la gente mi sfancula. Finora pernacchie zero, fischi zero, contestazioni zero. Finora solo incontri positivi. E dal momento che sono l’unico a girare la città (forse Marchini si da da fare, ma solo lui)”.

“Ci risentiamo dopo il primo turno. Chi sta dietro aiuta quello che sta avanti”

Marchini la vuole nella sua squadra. “Ci risentiamo dopo il primo turno. Chi sta dietro aiuta quello che sta avanti”. Ma a Roma lei ha più possibilità di perdere e di tanto. “Mi galvanizza la lotta. Non sono mister Wolf ma risolvo ugualmente problemi. Non mi chieda di Marx, del capitalismo, del socialismo. Mi parli di buche, curve, case, aiuole e io ci sono. I romani non sono curiosi del mondo, hanno i loro problemi. Vengo da Centocelle, disastro completo. Terribile. Mi dicono che sul lungotevere c’è un traffico pazzesco, tutto bloccato. In questi casi un sindaco che s’intenda di organizzazione e mobilità sarebbe prezioso”.

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