Berlusconi: a Roma ex fascisti litigiosi… L’ira di Storace: coi loro voti sei diventato premier

Silvio Berlusconi è irritato e come si sa non gli è facile nascondere la sua irritazione, tanto più che ormai si parla apertamente della partita romana come terreno di confronto per costruire una nuova leadership del centrodestra. Di qui la sua reazione: da un lato derubricare il voto romano a voto esclusivamente locale, dall’altro fare riferimento agli ex fascisti litigiosi che a Roma, avendo seguito Salvini, starebbero ostacolando un candidato fuoriclasse come Bertolaso. Ecco che cosa ha detto il Cavaliere: “Penso che (Salvini, ndr) si sia fatto mal consigliare dai suoi, e si sia fatto trascinare in una logica di scontro locale”. “I leghisti di Roma – ha aggiunto – sono tutti ex fascisti quindi hanno vecchie liti tra loro che sfociano tutti i giorni. Credo invece che avere un buon sindaco sia quello che interessa i romani. Quindi avendo trovato un fuoriclasse come Bertolaso, mi sembra assurdo cambiare ipotesi. Se qualcuno ha cambiato idea saranno i romani a trarre le conclusioni”.

In pratica una frase in controtendenza rispetto al famoso endorsement di Berlusconi per Gianfranco Fini nella sfida romana dell’ormai lontanissimo 1993 che vedeva l’allora segretario del Msi competere con Francesco Rutelli. Alla battuta di Berlusconi ha replicato Storace: “Berlusconi se la poteva risparmiare perché lui con gli ex fascisti ci è diventato presidente del Consiglio. Vorrei ricordargli che quelli che lui definisce ex fascisti con la scissione di Fini sono andati tutti con lui nel Pdl”. Ma la battuta resta una battuta: Berlusconi non ignora di certo l’importanza del voto romano né il fatto che con il Campidoglio si siano cimentati veri leader e non solo aspiranti sindaci. Quel che accade a Roma, dunque, ancora una volta rappresenta uno scossone per la letargica politica nazionale e per un centrodestra alle prese col problema irrisolto del dopo-Berlusconi.