Trump ora fa paura. E le inventano tutte per fermarlo. Ecco l’ultima

Le inventano proprio tutte contro Donald Trump per arrestare la sua corsa verso la Casa Bianca. La sua capacità di imporre un nuovo linguaggio alla campagna per la nomination repubblicana sta mandando in tilt i vecchi assetti di potere politico. Ogni giorno è una provocazione contro di lui.  Ora è  accusato di discriminazione sessuale. A riferire l’inedita accusa è  il New York Times, secondo cui nei confronti dell’aspirante candidato repubblicano alla presidenza ci sarebbe un reclamo formale inoltrato da un’ex dipendente della sua campagna presso una commissione per i diritti civili in Iowa. Elizabeth Mae Davidson è  stata licenziata lo scorso 14 gennaio, e nel suo reclamo sostiene che il personale femminile è pagato meno di quello maschile e che alle donne è  proibito parlare durante i raduni elettorali. Secondo la Davidson, inoltre, Trump ha fatto anche commenti sull’aspetto fisico delle donne e una volta avrebbe detto rivolgendosi a lei e ad una giovane volontaria: “Voi potete fare un sacco di danni”. Sempre secondo quanto scrive il Nyt, Trump ha negato di aver mai fatto simili commenti e ha detto di non ricordarsi della Davidson ma solo che qualcuno gli ha detto che ha fatto un lavoro terribile per la campagna. Hope Hicks, portavoce di Trump, ha detto che alla campagna non è  stato notificato alcun reclamo. “Queste pretese – ha aggiunto – da parte di un’impiegata part time scontenta sono senza valore. Lei sta violando il suo contratto e continua a coprire la campagna di falsità. In aggiunta ha fatto un terribile lavoro, ecco perché è stata licenziata settimane fa”. Insomma, basta una ex dipendente arrabbiata contro Trump per affari suoi, che subito parto le accuse più inredibili sostenute dai grandi media.