Nuovo stop a Renzi dalla Ue: «L’Italia ha già avuto massima flessibilità»

Non accenna a diminuire la tensione tra il governo italiano e la Ue. L’ultima dichiarazione in ordine di tempo che fa irritare il premier Renzi arriva dal presidente dei deputati popolari europei, Manfred Weber. “La Commissione europea negli ultimi anni ha dato la massima flessibilità – ha dichiarato l’esponente politico – Ma ora anche i commissari socialisti, penso a Moscovici, constatano che non ci sono più ulteriori margini per una maggiore flessibilità”. Ancora. “Sarebbe auspicabile da parte di tutti – ha aggiunto Weber – prendere coscienza dello stato dei fatti. Juncker ha inviato una lettera a Renzi per riocordargli gli obblighi europei: spero che sia arrivata a destinazione”. Chiaro il riferimento alla missiva con la quale il presidente della Commissione ha confermato la posizione di Bruxelles circa il trattamento riservato ai contributi per il fondo a favore della Turchia: 3 miliardi di euro, di cui 231 milioni a carico dell’Italia. Si tratta di una quota che, come ha precisato Bruxelles, non inciderà sul deficit, ossia non entrerà nel calcolo relativo. Si tratta di risorse che saranno impiegate per fermare le partenze di migranti verso la Grecia. Quel che non è dato sapere se analogo trattamento verrà  riservato  dalla Ue per i 3,3 miliardi che il governo italiano sostiene di aver speso per le operazioni effettuate nel Mediterraneo. Sul punto specifico la Commissione ha rimandato la decisione a primavera, quando sarà effettuata una valutazione “ex post” delle spese sostenute dall’Italia per i migranti. L’argomento è scottante. Senza il margine di flessibilità richiesto da Renzi,  e con il rischio che si apra  una procedura contro Roma per deficit, sarà complicato tagliare le tasse (Ires e Irpef) nel 2017-2018, come previsto in Finanziaria. Con le elezioni alle porte, per Renzi la partita diventa letale.