Siriano arrestato per tentato furto, ruba in aula il tablet del suo difensore

Ladro per vocazione, forse più che per disperazione. O almeno, così sembrerebbe valutando l’episodio che coinvolge un immigrato siriano, processato in direttissima per un doppio furto

Siriano arrestato per tentato furto, tenta il bis

Il protagonista della vicenda, dunque, un cittadino siriano, viene arreastato in seguito a un tentativo di furto avvenuto nella centralissima piazza romana di Campo de’ Fiori. A sventare il colpo due carabinieri della stazione di piazza Farnese, liberi dal servizio ma insospettiti dai movimenti dell’uomo che, una volta arrestato, ha confermato come e perché i sospetti dei due militari dell’Arma avevano una loro ragion d’essere. Così il cittadino siriano è stato a quel punto condotto in aula davanti al giudice per le udienze direttissime. Una volta alla sbarra però, evidentemente non ancora pago di quanto fin lì realizzato e – chissà? – magari in preda all’ardente desiderio di riuscire nell’impresa criminale fin lì fallita – in fondo era stato arrestato “solo” per tentato furto –il cittadino siriano alla sbarra ha pensato bene di bissare le sue fallimentari gesta…

Siriano ruba il tablet del suo legale mentre è alla sbarra

Come? Si è arrangiato come ha potuto: e dunque provando a sottrarre il tablet al suo avvocato difensore, come se niente fosse, e proprio sotto gli occhi del giudice monocratico di Roma che lo stava processando per il medesimo capo d’imputazione. Ispirato sì, ma evidentemente, proprio mani di velluto non deve essere questo aspirante ladro colto in flagrante, e per la seconda volta nel giro di poche ore, proprio nel corso dell’udienza di convalida, mentre prova a derubare proprio il suo difensore. Anche questo furto, però, dura poco: non trovando più il dispositivo, infatti, l’avvocato penalista ha subito allertato i carabinieri che avevano accompagnato in aula l’uomo e, dopo averlo perquisito, l’oggetto “misteriosamente sparito” è magicamente ricomparso sotto la giacca dell’inesperto ladro che forse, più che dedicarsi al furto – o meglio, ai suoi maldestri tentativi – dovrebbe provare con i giochi di magia e illusionismo. Almeno in quel caso non si ritorverebbe con le manette ai polsi. E a mani vuote…