Rampelli a Salvini: «Banchetti-farsa, ti diffido da usare ancora il mio nome»

Una scelta non sua, contro la quale anzi ha protestato «privatamente e pubblicamente», senza però ottenere risposta. Fabio Rampelli non voleva essere inserito nella lista dei potenziali candidati a sindaco di Roma che “Noi con Salvini”, sabato e domenica, ha sottoposto al parere dei romani. Per questo ora il capogruppo di FdI alla Camera diffida «il segretario dei nordisti Matteo Salvini dal diffondere qualsivoglia risultato che mi riguardi».

Le ragioni di Rampelli

Rampelli ha spiegato di considerare qualsiasi esito della consultazione «lesivo della mia dignità, della mia immagine e chiaramente orientato a screditare la mia persona e Fratelli d’Italia». «Quando concorro, in qualunque competizione, amo battermi per arrivare primo», ha sottolineato il capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia, chiarendo che «la Lega Nord ha deciso di mettere il mio nome tra i candidati da votare, senza chiedermi se aspirassi a fare il candidato sindaco e se intendessi partecipare a questa competizione, oltretutto totalmente inattendibile, diversamente dalle palesi volontà espresse da tutti gli altri contendenti».

Nessuna risposta alla richiesta di depennare il suo nome

«Ho privatamente e pubblicamente chiesto di depennare il mio nome, cosa che non si è verificata», ha raccontato ancora l’esponente di FdI, spiegando anche di non aver «ricevuto dai leghisti neanche una telefonata di risposta alla richiesta di estromissione dalla loro scheda e immaginando di non avere certo i favori della nomenclatura del Carroccio, che stilerà d’ufficio la classifica dei candidati sindaci». «Diffido il segretario dei nordisti Matteo Salvini – ha quindi concluso Rameplli – dal diffondere qualsivoglia risultato che mi riguardi».