Pescherecci sardi in rivolta contro Renzi: il “mare nostrum” non si cede

Una trentina di pescherecci con gli equipaggi si sono ritrovati al molo pescatori di Golfo Aranci all’alba con uno striscione bianco e la scritta “No mare di Sardegna alla Francia”. È partita la mobilitazione contro la cessione del governo Renzi alla Francia dello specchio di mare italiano a nord della Sardegna. I rappresentanti delle marinerie di Golfo Aranci, Santa Teresa di Gallura, Palau, Olbia, Porto Torres, Siniscola, Alghero si sono ritrovati con il deputato di Unidos,  Mauro Pili,  per chiedere al governo di «revocare immediatamente l’accordo che regala alla Francia i mari a nord della Sardegna».

L’ultimatum dei pescherecci sardi

Il regalo del governo Renzi alla Francia (con un trattato siglato dal ministro Gentiloni il 21 marzo 2015), tenuto segreto dal ministero degli Esteri che non ha coinvolto il Parlamento, è stato denunciato qualche giorno fa dopo che alcuni pescherecci italiani sono stati bloccati e addirittura sequestrati dalle autorità francesi. Il deputato di Unidos (che già aveva sollecitato la Regione a una presa di posizione e avviato una mobilitazione con oltre 12.000 condivisioni su Facebook) ha spiegato che non basta la non ratifica dell’accordo: «Noi vogliamo la revoca. Se entro lunedì alle 13 (oggi, ndr), quando i pescherecci raggiungeranno quel tratto di mare, non verrà revocato l’accordo, la settimana prossima bloccheremo quello specchio acqueo».

Le bufale del Pd

Pili fa sul serio e aggiunge: «Non solo non sono state sentite le regioni interessate, ma non sono neppure state coinvolte le categorie dei pescatori – ha spiegato il parlamentare sardo – che oggi si vedono vietare un tratto di acque internazionali, cedute alla Francia, uno specchio acqueo molto importante per la loro attività. Grazie a questo accordo di una gravità inaudita, la Francia passa dalle 12 alle 40 miglia, nonostante le dichiarazioni degli esponenti del Pd che continuano a negare e a coprire il misfatto del governo Renzi: lo dicano ai pescatori del Nord Sardegna che si tratta di una bufala».