La polizia penitenziaria: «Le espulsioni di immigrati? Alfano ne fa pochissime»

2 Gen 2016 11:58 - di Fulvio Carro
polizia penitenziaria

Il fallimento del governo Renzi-Alfano è nelle cifre. E l’atto di accusa arriva dalla polizia penitenziaria: «Le espulsioni di detenuti stranieri dall’Italia sono state fino ad oggi impercettibili: 896 nel 2011, 920 nel 2012, 955 nel 2013 e solamente 811 nel 2014, soprattutto in Albania, Marocco, Tunisia e Nigeria. Auspichiamo che l’autorevole richiamo del Capo dello Stato sull’espulsione degli immigrati pericolosi che commettono reati, a cominciare da quelli detenuti, induca il governo a definire accordi concreti con i Paesi dai quali provengono gli stranieri detenuti in Italia». Ad affermarlo è Donato Capece, segretario generale del Sappe, il sindacato autonomo della polizia penitenziaria.

La polizia penitenziaria fornisce le cifre

«Ho molto apprezzato il discorso di fine anno del Capo dello Stato Sergio Mattarella, improntato a concretezza, buon senso e contezza della realtà. In particolare, il richiamo presidenziale all’espulsione degli immigrati pericolosi che commettono reati è molto importante e potrebbe significare molto per un riassetto del sistema penitenziario del Paese», ha spiegato Capece. «Da tempo noi sosteniamo che gli immigrati condannati da un tribunale italiano con una sentenza irrevocabile debbano espiare la pena nelle carceri dei Paesi d’origine, anche senza il consenso dell’interessato. Oggi abbiamo in Italia oltre 17mila detenuti stranieri, quasi il 40% di quelli presenti». Negli ultimi dieci anni c’è stata un’ impennata dei detenuti stranieri nelle carceri italiane, che da una percentuale media del 15% negli anni ’90 sono passati oggi ad essere oltre 20mila. «Fare scontare agli immigrati condannati da un tribunale italiano con una sentenza irrevocabile la pena nelle carceri dei Paesi d’origine – ha concluso il rappresentante della polizia penitenziaria, «può anche essere un forte deterrente nei confronti degli stranieri che delinquono in Italia».

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