Caso-Carrai, Gasparri e Brunetta occupano il Copasir: «Intervenga il Colle»

Un’occupazione lampo per protestare contro l’esclusione di Forza Italia dal Comitato per la sicurezza e contro la ventilata nomina di Marco Carrai a responsabile della cyber security per il governo. Con un blitz, Maurizio Gasparri e Renato Brunetta hanno occupato l’aula del Copasir prima della riunione straordinaria convocata per esaminare il caso Carrai.  Gasparri ha anche postato sul proprio profilo Twitter un selfie con Brunetta dentro l’aula, con il post: “Occupato pacificamente Copasir”.

Copasir, il blitz di Brunetta e Gasparri

«Siamo venuti – hanno spiegato i due azzurri – per ribadire la nostra protesta contro un’esclusione che si trascina da troppo tempo, nonché per esprimere la nostra contrarietà all’affidamento a Carrai di una consulenza nel settore della cyber security». In realtà, hanno sottolineato, «si è trattata di un’occupazione virtuale, perché la riunione del Copasir, convocata proprio per discutere il caso Carrai, è stata posticipata e dunque non era ancora iniziata. Abbiamo comunque – hanno aggiunto – esposto le ragioni della nostra protesta e potremmo anche tornare a occupare se non si chiude quello che è un vero e proprio vulnus istituzionale. Forza Italia, infatti, è esclusa da qualsiasi informazione sensibile sulla sicurezza del Paese».

«Sul caso Carrai ne va della sicurezza del Paese»

I due parlamentari hanno anche annunciato che sul caso Carrai «se il governo non farà marcia indietro», sono pronti a consultare il presidente della Repubblica. «Ne va della sicurezza del Paese. Riteniamo inimmaginabile – hanno spiegato Gasparri e Brunetta – affidare quell’incarico a Carrai. C’è uno sconcerto diffuso anche tra i membri del Copasir per la risposta data al question time dal ministro Boschi, una toppa peggio del buco. La Boschi, che ha i suoi problemi di conflitto di interessi, ha di fatto confermato le voci sulla consulenza per la cyber security affidata a Carrai. È stato temerario mandare la Boschi a rispondere su questo tema, è una cosa inaudita e se l’avesse fatto Berlusconi ci sarebbe stata la rivoluzione in piazza».