Svolta nel giallo di Brescia: 4 indagati per la scomparsa di Mario Bozzoli

Giallo di Brescia, potrebbe essere la svolta: per il caso della scomparsa dell’imprenditore Mario Bozzoli, sparito l’otto ottobre scorso dalla sua fonderia di Marcheno, quelle in corso potrebbero essere ore cruciali. Sono stati appena interrogati a lungo, nella caserma dei carabinieri, due dipendenti della ditta al centro della vicenda, probabilmente alla base del movente e – no si esclude – possibile scena del crimine. Già, perché dopo i primi giorni in cui gli inquirenti hanno ritenuto opportuno di seguire la pista dell’allontanamento volontario, è apparso chiaro che il caso su cui si stava indagando non poteva non riguardare l’omicidio e l’occultamento del cadavere dell’imprenditore scomparso.

Svolta nel giallo di Brescia: 4 indagati

Dunque, dopo oltre tre mesi da quella misteriosa sera dell’8 ottobre, e dopo il giallo nel giallo della morte dell’operaio della Bozzoli, Giuseppe Ghirardini, gli uomini dell’Arma hanno eseguito una serie di perquisizioni a carico di altri dipendenti dell’azienda e nelle abitazioni dei nipoti dell’imprenditore scomparso. Risultato:  secondo indiscrezioni trapelate in ambienti investigativi sarebbero 4, due operai e due nipoti, gli indagati per la scomparsa di Mario Bozzoli. Tutti sono stati sentiti con i loro avvocati, mentre gli inquirenti non commentano, ma il loro è un silenzio molto eloquente. Un silenzio che apre uno spiraglio di luce dopo tre mesi di buio investigativo: e a rendere ancora più fitto il misterop della scomparsa di Mario Bozzoli il corpo della vittima mai ritrovato nonostante accurate iondagini scientifiche scolvte all’interno della ditta. Il sospetto, diovenuto via via qualcosa di molto più stringente di un dubbio, è che il corpo dell’imprenditore possa essere stato gettato nel forno della fonderia di cui era proprietario insieme al fratello Adelio con il quale i rapporti, nell’ultimo periodo, erano diventati piuttosto tesi.

Scomparsa di Mario Bozzoli: la vicenda

Dunque, malgrado del corpo dell’imprenditore bresciano non sia apparsa ancora nessuna traccia, gli inquirenti sono sempre più convinti: Mario Bozzoli non é mai uscito dall’azienda di famiglia. L’ultima telefonata dell’uomo alla moglie risale alle 19.30 dell’8 ottobre, quando Bozzoli ha chiamato casa per dire che stava per rientrare. Poi il nulla. Un dipendente della fonderia nei primi giorni seguiti alla misteriosa scomparsa aveva dichiarato che alle 19.40 c’era stata una fumata anomala da un forno e, elemento ancora più inquetante che ha infittito il mistero, dopo dieci giorni dalla sparizione di Bozzoli è morto per avvelenamento Giuseppe Ghirardini, l’operaio addetto proprio a quel forno. Le indagini scientifiche si sono duqnue concentrate soprattutto tra i due capannoni della fonderia che l’imprenditore scomparso gestiva con il fratello Adelio, e nella quale lavorano anche i nipoti Alex e Giacomo. E dunque, anche nei rapporti tra i parenti hanno scavato meticolosamente gli inquirenti, per capire se la divisione professionale dei due fratelli – Adelio stava completando un nuovo capannone a Bedizzole, vicino al lago di Garda, mentre Mario sarebbe rimasto a Marcheno – possa aver in qualche modo creato delle spaccature tra i nuclei familiari. L’azienda, dunque, continua a rimanere la chiave del giallo, ed è stata la fonderia, infatti, il fulcro nevralgico delle analisi e delle indagini alla ricerca di tracce che, però, non sono fin qui emerse. La svolta, a questo punto, con ben 4 nomi finiti nel  registro degli indagati.