Renzi fa il Pinocchio creativo. Ecco le ultime balle pubblicate online

Da non credere. Matteo Renzi conferma di ora in ora il suo smalto di Pinocchio creativo. Nella sua consueta lettera online (Enews) il premier dei miracoli torna a cantare vittoria. A leggerla, se si abistasse all’estero da qualche anno, si potrebbe pensare davvero  a un’Italia rigenerata, paradiso e patria delle riforme.

Renzi fa il Pinocchio

Il 2015 – scrive Renzi – “ha visto l’approvazione di leggi attese da molto tempo. E spesso passate sotto silenzio. Dall’articolo 18 alla legge elettorale, dalla tassa sulla prima casa all’Expo, dalla flessibilità al bicameralismo paritario, ci sono alcuni argomenti di cui i politici prima di noi hanno parlato per anni senza realizzare granché”. Sulle imposizioni fiscali il presidente del Consiglio dà il meglio di sé quanto a immaginazione. “Non solo abbiamo confermato il taglio dell’Irap e la copertura degli 80 euro, ma abbiamo anche eliminato le tasse sulla prima casa, le tasse agricole e gli 80 euro sono anche per tutte le forze dell’ordine. L’economia torna su, le tasse vanno giù”. Peccato che gli italiani non si siano accorti della riduzione delle tasse, che i famigerati 80 euro siano un’elemosina destinata a pochissimi (che ha generato critiche pesanti anche da parte di esponenti del governo), che i poliziotti continuino a rischiare la vita per poche centinaia di euro, che Renzi abbia eliminato le tasse sui mega-yacht e non sulle seconde case, frutto del sacrificio di una vita.

I diritti civili…

Immancabile il capitolo sui diritti civili, che continua a dividere opinione pubblica e sinistra.  “Siamo ancora in pista per i diritti civili (ius soli, civil partnership, servizio civile e terzo settore), per i decreti legislativi di attuazione alla riforme della Pubblica amministrazione e della scuole, per le misure di sostegno al credit”, scrive Renzi segnalando i prossimi impegni del governo. Il premier, come da tradizione, si fa bello anche di fronte ai partner europei, dimenticando che nei mesi di presidenza italiana del semestre europeo non è riuscito a ottenere un solo provvedimento a difesa dell’Italia e della sua economia. “Un anno fa chiedevamo flessibilità all’Unione europea. Adesso la flessibilità fa parte delle regole e vale fino all’1% del Pil, per l’Italia oltre 16 miliardi di euro”.

Il Sud che non c’è

“Un anno fa (anche meno) ci accusavano di esserci dimenticati il Sud. Adesso si sono dimenticati delle loro critiche di allora. Perché nessuno ha mai fatto tanto per il Mezzogiorno come questo governo…”. E gli esempi dell’ex rottamatore Renzi si commentano da soli: credito di imposta, Terra dei fuochi, Bagnoli, Ilva, Salerno Reggio Calabria, continuità territoriale, Abruzzo post-sisma, Napoli Bari, tavoli di crisi… “Si può discutere dei risultati, come sempre. Ma non si può negare che ci sia un impegno inedito per affrontare la questione Mezzogiorno”. Appunto: si può discutere dei risultati, che non ci sono.