Livorno, sindaco grillino in bilico sui rifiuti. Sospesi tre dissidenti

Rischia di finire ingloriosamente sui rifiuti la più importante esperienza amministrativa targata Cinquestelle in Italia, l’altra – quella di Parma – ha già registrato la “scomunica” del sindaco Pizzarotti. Resta appunto Livorno, storica piazza rossa (nel 1921 vi nacque il Pc di Antonio Gramsci) strappata al Pd l’anno scorso dal “grillino” Filippo Nogarin. Che ora rischia grosso dopo che i tre consiglieri del M5s – Sandra Pecoretti, Giuseppe Grillotti e Alessandro Mazzacca – che nel consiglio comunale di lunedì scorso avevano votato contro un atto di indirizzo della giunta hanno ricevuto la comunicazione di sospensione dal partito. Il provvedimento, viene riportato da alcuni quotidiani, è arrivato via mail. I consiglieri hanno dieci giorni di tempo per fornire “controdeduzioni” prima di essere espulsi. Il voto riguardava la vicenda Aamps, la municipalizzata che a Livorno si occupa della raccolta dei rifiuti.

I tre contro il sindaco Nogarin sulla vicenda Aamps

Senza i voti dei tre dissidenti, infatti, la maggioranza avrà a disposizione 17 voti (compreso quello del sindaco) contro i 16 delle opposizioni. La lettera di sospensione è stata pubblicata dalla stessa Pecoretti sul proprio profilo facebook: «Lei – vi si legge – ha violato in modo grave, ripetuto e sostanziale gli obblighi assunti all’atto di accettazione della candidatura ed i principi fondamentali di comportamento degli eletti del Movimento 5 Stelle, tentando di boicottare l’attività politico istituzionale del sindaco e della giunta, in contrasto con la maggioranza del gruppo consiliare del M5S».

Ora rischiano l’espulsione dal MoVimento di Livorno

L’accusa è anche quella di aver reso «pubblicamente e reiteratamente, in disaccordo rispetto alla maggioranza dei consiglieri, dichiarazioni di voto contro il sindaco e la giunta, manifestando pubblicamente sfiducia assoluta rispetto al loro operato e, addirittura, richiedendo la cancellazione della giunta». Morale: non solo incompetenti sotto il profilo amministrativo – e la città sommersa dai rifiuti sta lì a dimostrarlo – ma anche irrispettosi del dissenso interno. sarebbe questa l’Italia migliore che hanno in serbo i Cinquestelle di Beppe Grillo?