Gioco d’azzardo: basta a nuove slot, più tasse e niente pubblicità di giorno

Un taglio agli spot radio e tivù per i giochi d’azzardo e online, i gratta e vinci e le lotterie: media specializzati a parte, saranno permessi solo dalle ore 22 alle 7. Una stretta anche alle slot machine: dall’anno prossimo non se ne potranno installare di nuove, ma solo sostituire quelle già esistenti. Aumenterà invece il prelievo erariale che le riguarda (innalzato al 17,5 per cento ) e diminuirà la percentuale degli incassi obbligatoriamente destinata ai premi: (dal 74 al 70 per cento della raccolta). È così che ü governo, con un emendamento presentato ieri alla legge di stabilità, intende modificare il settore dei giochi, dal quale, nel triennio 2016-18, prevede incassi extra di 171 milioni l’anno, si legge su “la Repubblica”.

Stretta del Governo contro il gioco d’azzardo: nuove tasse dal 2016

Ma la manovra deciderà anche a chi destinare il «tesoretto» Rai: i 2/3 delle maggiori entrate previste grazie alle nuove modalità di pagamento resteranno alla società. Il resto rimarrà nelle casse dello Stato e, sempre in base a un emendamento del governo, sarà destinato agli over 75 con reddito fino a 8.000 euro, al fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione, a quello per la riduzione del la pressione fiscale. Nel 2017 e 2018 le risorse saranno però divise a metà: 50 per cento alla Rai e il restante 50 da destinare alle altre tre voci.

Il nuovo fiume di soldi proveniente dal canone in bolletta resterà dentro la RAI

Regole sui giochi e sul canone a parte, dagli emendamenti presentati dal governo alla legge di stabilità (ora all’esame della Commissione Bilancio alla Camere presieduta da Francesco Boccia), arrivano interventi a largo raggio: dai medici ospedalieri alle fondazioni liriche, dai contributi alle Regioni ai mutui delle Province. Per quanto riguarda la riduzione del debito, il contributo destinato alle Regioni a statuto ordinario sale da 1,3 a 1,9 miliardi. Fra quelle a statuto speciale, il governo propone, per il 2016, 900 milioni per la Sicilia e 50 alla Val d’Aosta. L’intervento su Province e città metropolitane riguarda la possibilità di predisporre il bilancio di previsione per il solo 2016. Viene anche estesa a tutto il prossimo anno la possibilità di rinegoziare le rate di ammortamento in scadenza dei mutui non trasferiti al ministero dell’Economia. Le fondazioni liriche vedranno prolungato a tutto il 2018 il termine per il raggiungimento dell’equilibrio strutturale di bilancio.