Mafia Capitale, è di nuovo scontro tra l’avvocato di Carminati e i giudici

Ancora schermaglie in aula tra gli avvocati difensori e il tribunale al processo Mafia Capitale. Pomo della discordia il “ritmo” che i giudici della decima sezione hanno, a detta dei penalisti, dato alle udienze durate anche dieci ore. In apertura della quinta udienza nell’aula bunker di Rebibbia ha preso la parola l’avvocato Giosuè Naso, difensore di Massimo Carminati, non lesinando critiche al tribunale. «Processetto o processone che sia – ha detto Naso – ci sono altri processetti o processoni che impegnano gli avvocati. La questione è già stata posta ma dobbiamo trovare una ragionevole soluzione sulla durata del processo. I tempi non possono essere quelli tenuti finora. Noi non siamo stati esentati dagli altri processi, e non vogliamo assumere atteggiamenti ostruzionistici. Questo processo lo vogliamo fare ma questi ritmi impediscono la difesa e di portare avanti il lavoro degli studi».

Mafia capitale, la replica del presidente del tribunale alla difesa

Parole a cui il presidente del tribunale, Rosanna Ianniello, ha risposto affermando che «se per due giorni le difese parlano sulle questioni preliminari noi abbiamo necessità di analizzarle in camera di consiglio. Questo processo è come gli altri processi ma più complicato con 46 imputati». Ha provato a fare da paciere il pm Giuseppe Cascini sostenendo che serve «riportare tutti a un clima di serenità senza inserire parole sgradevoli nel dibattito. Occorre fare la lista dei testimoni e allora si potrà fissare un calendario delle udienze».

Respinte tutte le eccezioni dei difensori

I giudici martedì avevano respinto tutte le eccezioni preliminari che erano state presentate dagli avvocati difensori. La decisione era giunta dopo alcune ore di camera di consiglio: il tribunale in particolare aveva respinto la richiesta di acquisire i file delle intercettazioni non comprese nelle ordinanze di custodia cautelare emesse nei mesi scorsi. No dei giudici anche sulle eccezioni che riguardavano la competenza funzionale del collegio e la nullità del decreto di giudizio immediato.