Vendola: basta con il Pd. Sel verso l’ennesimo cambio di nome

“Il Pd non è il nostro destino”: così Nichi Vendola, all’assemblea nazionale di Sel a Roma, dichiara chiusa per sempre la stagione dell’attenzione privilegiata verso il Pd renziano. “Il centrosinistra non c’è più – certifica Vendola – Renzi lo ha ucciso, frantumato, accogliendo pezzi del centrodestra: con Verdini ha legittimato il trasformismo che si mostra così impudicamente”. Quello di Renzi, incalza, è “un grande centro che cerca di capitalizzare gli effetti della caduta del berlusconismo”.

Quale il futuro, allora, di una forza di sinistra come Sel? “Noi – è la rotta indicata da Vendola – abbiamo la responsabilità di avviare un percorso virtuoso per un nuovo soggetto della sinistra: dobbiamo mettere il convoglio di Sel sul binario vivo e non sul binario morto”. Tra poche settimane, annuncia, “ci sarà un gruppo parlamentare nuovo, capace di attrarre parlamentari che lavorano alla costruzione del nuovo soggetto. E’ il segno di uno sforzo unitario e mi astengo da polemiche di fronte a chi sceglie la via della separazione, di un soggetto in solitaria: il problema non è di aggiungere un cespuglio ad altri ma di dar vita ad un nuovo soggetto, che è l’avvio del cantiere di un nuovo percorso”.

Vendola ha anche parlato della possibilità per Sel a Roma di appoggiare ancora Marino, consentendogli di governare la città. Uno spiraglio che sembrava essersi aperto qualche giorno fa ma che si è trasformato in un atteggiamento di forte scetticismo e in una chiara presa di distanza: “Siamo in attesa di vedere cosa dirà Marino al Consiglio comunale, ma si è creato un cortocircuito, vediamo se dimostrerà che c’è stato un complotto dei poteri forti. Marino – ha continuato Vendola – ha anche fatto scelte in controtendenza rispetto alla stagione precedente, ma sono rimasto colpito dai suoi sbalzi di umore e dobbiamo sapere se sugli scontrini ha detto la verità o no: non possiamo cavarcela con la parabola della trave e della pagliuzza. C’è la nostra disponibilità ma non diventi telenovela”.