Caccia al pusher toscano o dell’Expo che ha venduto la droga a Elia Barbetti

17 Ott 2015 12:48 - di Paolo Lami

Potrebbe essere stata acquistata a Milano, forse nell’area Expo, la marijuana che il 17enne Elia Barbetti, lo studente del liceo statale Enrico Fermi di Cecina, avrebbe fumato assieme a tre compagni di scuola prima di precipitare dal sesto piano dell’hotel di Lambrate, il Campus Living Turro, dove alloggiava. Il gruppo infatti, secondo quando è emerso dalle indagini coordinate dal pm di Milano Piero Basilone, nel corso della giornata aveva incontrato alcuni amici residenti in Lombardia. L’altra ipotesi è quella che l’acquisto sia avvenuto in Toscana, prima di partire per la gita scolastica.
E’ stata eseguita stamani l’autopsia sul cadavere dello studente e la salma verrà restituita nelle prossime ore alla famiglia, che potrà così celebrare le esequie. Il pm ha disposto anche il prelievo del sangue per effettuare gli esami tossicologici, con l’obiettivo di accertare se Elia fosse sotto effetto di stupefacenti quando è caduto dalla finestra in via Stamira D’Ancona, e se oltre alla marijuana avesse assunto altre sostanze stupefacenti. Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, i ragazzi erano arrivati a Milano la mattina di mercoledì 14 ottobre, e avevano trascorso tutta la giornata in vista ai padiglioni dell’Esposizione universale, dove Elia avrebbe bevuto alcune birre in compagnia degli amici.

Elia Barbetti aveva bevuto, fumato e non si sentiva bene

Una volta tornati in albergo i quattro ragazzi avrebbero fumato tre o quattro spinelli. Gli amici avevano notato un cambio di umore da parte di Elia, che aveva detto di non sentirsi bene. Non si sono però preoccupati in quanto il ragazzo, pur non essendo un fumatore abituale, già altre volte aveva assunto marijuana. Poi, attorno all’una, i quattro studenti sono andati a letto. Elia, sempre secondo le ricostruzioni, si è alzato nel corso della notte, si è affacciato dalla finestra e, forse a causa di un malore o di uno svenimento, è precipitato.

L’ipotesi di un malore potrebbe essere confermata anche dal fatto che nessuno lo ha sentito gridare, come se fosse incosciente quando è caduto. Al momento gli inquirenti escludono l’ipotesi di un suicidio, anche perché Elia non era un ragazzo problematico. Conduceva la vita di tanti altri coetanei, tra scuola, sport e uscite con gli amici e con le ragazze. La Procura di Milano ieri ha aperto un’inchiesta, condotta dalla Squadra mobile di Milano, con le ipotesi di “morte come conseguenza di altro reato” e “spaccio di stupefacenti“, allo stato a carico di ignoti.

 

 

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