Strage in Turchia, cresce il numero delle vittime: 86 i morti, 186 i feriti

Sono saliti a 86 i morti e a 186 i feriti, le vittime delle due esplosioni che hanno sconvolto Ankara abbattendosi sulla folla di una manifestazione di pacifisti davanti alla stazione ferroviaria. Secondo quanto riporta il ministro della Salute Mehmet Muezzinoglu il bilancio potrebbe aggravarsi. La manifestazione era stata organizzata per chiedere di mettere fine al conflitto con i separatisti curdi del Pkk. Le immagini postate in rete mostrano diversi corpi senza vita e persone ferite su Hipodrum Street. Fonti del governo turco dicono che si tratta di «un attacco terroristico». E hanno riferito che stanno verificando le indicazioni secondo cui si tratterebbe dell’opera di kamikaze. «Condanniamo con forza questo attacco che prende di mira l’unità. Siamo contro ogni forma di terrorismo», è subito intervenuto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan.

In Turchia cresce il numero delle vittime

Erdogan ha deciso di annullare i suoi impegni a Istanbul, dove si trovava, atteso in due incontri, per tornare ad Ankara. Anche il principale partito di opposizione, il socialdemocratico Chp, e il partito filo-curdo Hdp hanno interrotto le iniziative nell’ambito della campagna elettorale in Turchia per il voto anticipato del primo novembre. La Turchia è sotto choc. Il premier turco Ahmet Davutoglu ha subito convocato una riunione d’emergenza sulla sicurezza. La manifestazione per la pace è stata annullata e gli organizzatori hanno chiesto ai partecipanti e a quelli che stavano arrivando da altre città di tornare a casa nel timore di nuovi attentati. «Stiamo assistendo a un enorme massacro. È una continuazione di quelli di Diyarbakir e Suruc», ha denunciato il leader del partito filo-curdo Hdp, Selahattin Demirtas, riferendosi all’attentato a un suo comizio a Diyarbakir alla vigilia del voto di giugno, in cui morirono 2 persone, e a quello del 20 luglio a Suruc, con 33 attivisti diretti a Kobane uccisi da un kamikaze dell’Isis.

Turchia, le reazioni

Sulla mattinata di tragedia in Turchia ha espresso parole di cordoglio il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, dichiarandosi «profondamente colpito dal vile e brutale attentato terroristico ad Ankara che l’Italia condanna con la più assoluta fermezza. Desidero assicurarti la piena solidarietà del governo italiano nella lotta contro la barbara minaccia del terrorismo ed esprimerti il mio più profondo cordoglio per le vittime e la mia vicinanza alle loro famiglie», dice rivolgendosi al suo collega turco, Feridun Sinirlioglu. Sforzi congiunti contro il terrorismo ora più che mai sono auspicato dal ministro degli esteri russo: «L’attacco terroristico ad Ankara conferma ancora una volta l’altissima priorità di combattere il terrorismo e le sue principali strutture nelle regione, la necessità di consolidare gli sforzi di tutte le controparti regionali e non». «Condanno fermamente l’attacco terroristico nel centro di Ankara.  Non ci può essere alcuna giustificazione per un tale attacco orrendo su persone in marcia per la pace», sostiene il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg. «I miei pensieri – prosegue – sono in questo momento difficile con le famiglie delle vittime, con i feriti, e con il popolo turco». «Come Ue, siamo determinati a sconfiggere chi vuole distruggere e destabilizzare la società e vicini al popolo turco che opera contro la violenza e il terrorismo. La nostra partnership con le autorità e la società turca è più forte che mai, a tutti i livelli», sono state le parole di Federica Mogherini.