Il Pd di Renzi commissaria Napoli e dice no a Bassolino: “Niente primarie”

Seduto nel suo ufficio del Nazareno, il vicesegretario Lorenzo Guerini si trova a fronteggiare due scenari differenti: il primo, con il vento in poppa, dopo aver incassato il sì sulla riforma del Senato; l’altro, invece, m piena bonaccia, per lo spinoso quadro delle prossime amministrative. Lo preoccupano Roma e Napoli, dove il Pd è in affanno alla ricerca di un candidato e i sondaggi non danno il partito oltre la soglia del 15%. E non è detto che nel capoluogo campano ci saranno le primarie.

Guerini sulle primarie a Napoli: «Sono uno strumento che non va utilizzato  per conte interne».

Il nome della società civile, peraltro, ancora non c’è. E l’ultimo, Paolo Siani, appena ieri ha dato forfait. «Il Pd a livello nazionale nei sondaggi è dato intorno al 35 per cento e, quindi, con le percentuali della vigilia delle ultime Europee. Credo sia il sintomo dell’apprezzamento degli italiani per il lavoro che stiamo facendo, mentre sul piano locale bisogna esaminare caso per caso. A Napoli il Pd sarà agguerrito, aperto e capace di trovare le forze migliori senza ripiegarsi nelle proprie liturgie e e nei tatticismi. Partiamo dalle elezioni regionali che, pur con il travaglio della campagna elettorale, hanno dimostrato che si può vincere».

Renzi ha parlato di primarie a Milano e Roma, non citando Napoli.

E anche lei sembra evitare l’argomento, incalza “il Mattino”. «Lo strumento delle primarie è previsto nel nostro statuto per individuare i candidati alle cariche monocratiche. Ma, attenzione, va utilizzato bene e non per conte interne come qualche volta è avvenuto. Le elezioni che contano sono le secondarie. E le primarie non fanno venir meno la responsabilità politica dei gruppi dirigenti, perché anche questo significa essere un partito e non limitarsi a esercitare una funzione notarile». Sta dicendo che qui non si faranno? «No, dico solamente che bisogna anzitutto leggere i bisogni della città e guidare i processi politici. Un discorso che vale a Napoli come altrove, altrimenti il partito locale fugge dalle proprie responsabilità e non facciamo nulla di utile: organizziamo solo una conta, senza fare altro».