Eutanasia, a 87 anni aiutò la moglie a morire con un cocktail letale: è polemica

Una storia difficile, una vicenda tragica che ha diviso l’opinione pubblica e rilanciato il confronto sull’eutanasia. La sentenza mite di condanna e ora le polemiche. Aiutò a morire la moglie affetta da una malattia ossea grave e incurabile: a circa due mesi dall’avvio del processo, Jean Mercier, un francese di 87 anni, è stato condannato dai giudici di Saint-Etienne a un anno di prigione con la condizionale per “mancata assistenza a persona in pericolo”.

Eutanasia con un cocktail letale, come nei film gialli

“So che se ne è andata via in pace”, ha detto l’imputato davanti ai giudici di Saint-Étienne, giustificando l’atto di eutanasia che a molti è sembrato tratto da un film di Agatha Christie. “E’ stato un atto di umanità, d’amore e di coraggio. Se non lo avessi fatto mi vergognerei di me stesso”, spiegò l’anziano signore alla sbarra. I fatti risalgono al 10 novembre 2011, quando Jean Mercier aiutò la moglie Jeanne a togliersi la vita con l’assunzione di un cocktail letale di farmaci. Dopo aver fornito le medicine alla moglie, l’uomo le avrebbe portato un bicchier d’acqua e avrebbe atteso la morte della compagna prima di chiamare un medico. Operato per un tumore alla prostata e affetto dal morbo di Parkinson, l’uomo rischiava fino a 5 anni di prigione e una multa da 75.000 euro. Ma il verdetto finale, un anno di carcere con la condizionale, viene definito da alcuni come quasi simbolico. Dopo i casi di Vincent Lambert e di Nicolas Bonnemaison, il caso ha contribuito a rilanciare il dibattito sul fine vita e l’eutanasia, tra accese polemiche.