Cara di Mineo, giovane nigeriana accusa: «Hanno cercato di stuprarmi»

Sarebbe stata rapita a Canicattì e poi portata al Cara di Mineo, dove sarebbe rimasta sequestrata tre giorni, prima di riuscire a scappare. In questo tempo, Lucky Edoro, un nigeriano di 29 anni ospite del centro, avrebbe cercato di violentarla, senza però portare mai a compimento lo stupro. A raccontarlo è stata una ragazza minorenne, anche lei nigeriana, che ha denunciato l’episodio alla polizia di Stato di Caltagirone.

Il sequestro a Canicattì

Edoro è stato fermato con l’accusa di sequestro di personatentativo di violenza sessuale e minacce gravi. La vittima – secondo quanto lei stessa ha raccontato agli investigatori – sarebbe stata sequestrata mentre passeggiava da sola per le vie di Canicattì, dove è ospite di una comunità. Un’auto con a bordo due uomini – ha riferito la ragazza – le si è accostata e, dopo averla fatta avvicinare con un pretesto, il passeggero l’ha trascinata dentro, minacciandola di morte.

La reclusione nel Cara di Mineo

Dopo circa due ore di viaggio – è il seguito del racconto della ragazza – l’auto s’è fermata nei pressi di una stradina attigua al Cara di Mineo, dove il passeggero è sceso trascinandola con sé, mentre mentre l’autista si è allontanato con l’auto. Dopo averla portata in un alloggio l’uomo avrebbe tentato due volte di abusare di lei, ma a una sua reazione avrebbe desistito continuando però a tenerla rinchiusa e minacciandola di ritorsioni nel caso avesse attirato l’attenzione di altri ospiti.