Isis, è ancora strage: uccisi 18 soldati iracheni nei pressi di Ramadi

Isis, una strage senza tregua. Attacchi continui, a raffica, sono costati la vita ad altri soldati in campo contro l’avanzare delle truppe di terroristi in progressiva espansione. E allora, diciotto soldati iracheni sono morti e 40 sono stati feriti solo nelle ultime ore, in una serie di azioni compiute dai miliziani agli ordini del Califfo nella provincia occidentale di Al Anbar. A riferirlo è la televisione panaraba Al Jazira che, così facendo, aggiorna il tragico e interminabile bollettino di guerra all’ultimo scempio jihadista.

Isis, la strage nei pressi di Ramadi

Fonti della sicurezza hanno precisato che gli attacchi sono avvenuti nei dintorni di Ramadi, il capoluogo della provincia situato cento chilometri ad ovest della capitale, caduto nel maggio scorso nelle mani dei miliziani dell’Isis, e che l’esercito e le forze paramilitari lealiste stanno cercando di riconquistare con una controffensiva in corso da alcune settimane. Un braccio di ferro estenuante che sul campo lascia continuamente morti e feriti, e che non sembra poter arrivare ad una positiva conclusione a breve termine. Del resto, la propaganda integralista semina proseliti ovunque, disposti ad arruolarsi e pronti a rinforzare le fila dell’esercito a disposizione dell’Isis.

Isis, un esercito in continuo aumento

A questo proposito, allora, fonti locali a Sirte hanno reso noto che i jihadisti legati allo Stato Islamico hanno ricevuto nelle ultime ore «rinforzi militari con almeno 50 combattenti di diverse nazionalità africane giunti nella città» costiera libica per sostenere le azioni militari dell’Isis: una forza bellica, quella dell’esercito jihadista, al cui interno l’avvicendamento continuo è garantito dall’arrivo ciclico di mercenari e volontari sedotti dalla propoaganda dell’Islam radicale. E a confermare le notizie di un ulteriore rafforzamento militare sarebbero state, anche in questo caso, fonti locali di sirte rivoltesi al sito di informazione Alwasat, al quale è stato specificato che i combattenti africani sono giunti a Sirte a «bordo di una ventina di vetture 4×4». Intanto, la diplomazia continua il suo lavoro di tessitura dell’ordito politico e militare: è notizia di queste ore che il segretario di Stato Usa, John Kerry, e il ministro degli Esteri russo, Serghiei Lavrov, hanno discusso dei «vari aspetti della situazione in Siria» e della «lotta all’Isis e ad altri gruppi terroristici» in una conversazione telefonica nata da un’iniziativa americana.