Nuovi guai per Wikipedia: usata dai truffatori per ricattare. È polemica

Un “gruppo coordinato” di truffatori che chiedeva soldi a imprenditori e starlet minori per avere una protezione da informazioni negative su Wikipedia. È il caso di cronaca esploso nelle ultime ore in Gran Bretagna che rischia di far scoppiare una nuova polemica sull’enciclopedia e il controllo delle informazioni online. Polemica da cui si è già dovuta difendere più volte la piattaforma di Jimmy Wales ma anche altri siti che si basano sul contributo degli utenti, come Tripadvisor.

 Wikipedia e le vittime di malfattori

Secondo The Independent, centinaia di piccole imprese britanniche e celebrities minori sono rimaste vittima di ricatti di sockpuppet, finti redattori di Wikipedia riconducibili in realtà a una gang di malfattori. Sotto tiro sono finite le persone più disparate: da un noto fotografo di matrimoni del Dorset a un gioielliere di Londra, fino ad un ex concorrente del popolare show Britain’s Got Talent. Le vittime venivano contattate e “invitate” a pagare una somma per ottenere “protezione” da informazioni negative sull’enciclopedia online. Dopo le prime denunce Wikipedia ha reagito bloccando 381 account e 210 articoli riconducibili a questa gang di truffatori. Il giro di vite è il culmine di un’indagine soprannominata Orangemoody, partita dopo che il primo profilo sospetto è stato individuato all’inizio di quest’anno. Secondo The Independent la piattaforma utilizza un team di oltre 250mila persone per proteggere l’autenticità dei contenuti.

 Wikipedia è pubblicata in oltre 209 lingue

Wikipedia è nata nel 2001, pubblicata in oltre 290 lingue è uno dei siti più visitati al mondo: ha scardinato il concetto stesso di enciclopedia con un immenso archivio online a cui tutti possono non solo accedere, ma per la prima volta anche partecipare. Caratteristica che ha più volte generato polemiche sul controllo e la verifica delle informazioni. Due anni fa, ad esempio, la piattaforma ha bloccato 250 autori per contenuti falsificati o promozionali pubblicati da autori “mercenari” dietro pagamento di denaro. E critiche sono arrivate anche dall’interno, con lo stesso co-fondatore Larry Sanger che l’ha definita inaffidabile e ha abbandonato il progetto qualche anno dopo la nascita. Senza contare lo scetticismo degli intellettuali. In Italia in prima fila c’è Umberto Eco mentre negli Stati Uniti ha fatto scalpore il caso dello scrittore Philip Roth. Nel 2012 ha pubblicato una lunga lettera sul New Yorker raccontando gli innumerevoli sforzi per farsi cambiare da Wikipedia un passaggio relativo ad un suo romanzo. Solo dopo questa denuncia pubblica ci fu la correzione. Sarà questa vulnerabilità una delle cause per cui la piattaforma starebbe perdendo utenti: secondo la società di analisi Similar Web, sarebbero 300 milioni in meno da inizio dell’anno. A fronte dei 500 milioni di utenti unici al mese. Una emorragia attribuibile anche alla diminuzione dei lettori da pc. Una bella botta che potrebbe incidere sulla raccolta fondi per l’autofinanziamento che in genere parte in autunno. Negli anni passati, il sito ha ricevuto boccate d’ossigeno non solo da utenti comuni ma anche da autorevoli esponenti del mondo tech come Sergey Brin di Google.