«Silvio, attento: Renzi è un demonio travestito da boy scout per fregarti»

In questa estate Silvio Berlusconi è alle prese con una nuova trappola: «È quella che gli sta preparando Matteo Renzi, un vero satanasso travestito da boy scout, un demonio che ha un solo obiettivo: spedire all’inferno chiunque possa insidiarne il potere. Se fosse rimasto tra gli scout invece che andare all’assalto di Palazzo Chigi, oggi sarebbe il personaggio giusto per un film dell’orrore. Nei panni del ragazzo sorridente e generoso che scaraventa in un pozzo le vecchiette o spedisce verso un branco di cinghiali il signore ottantenne che si è perso dentro un bosco». L’avvertimento arriva da Giampaolo Pansa, in un articolo su Libero. «Anche il vero Renzi è specialista in tranelli».

«Renzi, il demonio che vuol fare fuori tutti»

Per chi segue il tormentone della politica italiana anche soltanto attraverso i telegiornali, è tutto chiaro• «Dopo aver rotto il cosiddetto Patto del Nazareno, scegliendo da solo il vip da mandare al Quirinale, Matteo aveva gettato nel guardaroba dei cani l’intesa con Silvio che sembrava destinata a durare. Ma la politica, per lo meno quella italiana, mi ricorda quello che aveva detto un re della letteratura tedesca, Bertolt Brecht: Il fine del teatro è il divertire. Un motto che si adatta come un guanto alle mosse della Casta italica, primo fra tutti il Ganassa gigliato». Pansa si sofferma su Lorenzo Guerini, uno dei due vicesegretari del Pd: «È una figura poco nota al grande pubblico. Allora dirò che è nato a Lodi, in novembre compirà 49 anni e viene da una famiglia della borghesia piccola piccola», «da democristiano senza grilli per la testa, ha scalato un carica dopo l’altra, dapprima presidente della Provincia, poi sindaco di Lodi e oggi nel cerchio magico di Renzi. Perché il Ganassa fiorentino l’ha voluto accanto a sé e in una posizione tanto delicata? Prima di tutto, per le doti di freddo mediatore. Dicono che Matteo lo chiami con affetto Arnaldo. Per ricordare a se stesso che Guerini sembra la controfigura di un grande della Balena Bianca: Arnaldo Forlani».

Poi c’è il braccio destro del demonio

«Il braccio destro di Matteo – aggiunge Pansa – le rare volte che parla in pubblico ha sempre un tono gelido-sbrigativo, capace di farti venire un po’ di freddo alla schiena. Anche il profilo è di marmo, ricorda quello dei gerarchi sovietici di seconda o terza fila, schierati sulla piazza del Cremlino per assistere alla sfilata del Primo maggio. Ma veniamo alla sostanza dell’appello rivolto a Berlusconi affinché rientri nel letto del Ganassa. Lo scopo vero di Renzi è di ottenere dal Cavaliere l’aiuto decisivo per non andare sotto al Senato quando si arriverà alla votazione più delicata: la riforma costituzionale. Senza il soccorso di quanto resta di Forza Italia, il governo andrebbe a gambe all’aria, nonostante i Verdini di turno e quelli che gli somigliano. Una volta caduto il governo, si andrebbe subito a votare». L’unico che può sciogliere le due Camere e mandarci al voto è il presidente della Repubblica: «E non è detto che Sergio Mattarella sceglierebbe questa strada. Ma il Giglio magico agita comunque lo spauracchio. E lo fa a ragion veduta». A Palazzo Chigi tremano quando si parla di urne. Stanno immersi nei sondaggi. Il guaio di Renzi è che i responsi che sfornano sono sempre meno rosei per lui.

Anche il Cavaliere ha un sacro terrore delle elezioni anticipate. Ma dovrebbe averne anche di ritornare a stringere con Renzi un nuovo Patto del Nazareno o come diavolo si chiamerà. «Un vecchio slogan delle tivù di Mediaset recitava: Corri a casa in tutta fretta, c’è un Biscione che ti aspetta. Ma da quel giorno sono passati troppi anni. Adesso ad aspettare Silvio c’è un pescecane in agguato. Per questo motivo il Bestiario avverte il Cavaliere di stare in guardia. Poiché Renzi ha un solo obiettivo: farne un gran boccone e fregarlo per sempre».