Prima uccide, poi va alla Coop e chiede lo status di rifugiato: «Sono gay»

Ha chiesto la protezione internazionale e lo status di rifugiato, dopo essersi recato di una Coop sociale di Capo Rizzuto,  Clement Ebuh, il ventiduenne nigeriano fermato in Svizzera perché accusato dell’omicidio di Pietro Scida ucciso a coltellate a Crotone qualche giorno fa. È quanto emerso dalle indagini della squadra mobile di Crotone. Alla commissione per il riconoscimento dello status di rifugiato, secondo quanto riferito dagli investigatori in conferenza stampa, il nigeriano aveva detto di essere omosessuale e di aver avuto problemi in patria per il suo orientamento sessuale. Ebuh è stato identificato attraverso alcune immagini delle telecamere di videosorveglianza. 

La perquisizione alla Coop

Il sostituto procuratore di Crotone, nel corso della conferenza stampa, ha evidenziato che «l’aspetto relativo alla richiesta di asilo è ancora in fase di approfondimento». Durante le indagini i poliziotti hanno accertato che Ebuh, la mattina dell’11 agosto, ossia quella successiva all’omicidio, si era recato presso una cooperativa sociale a Isola di Capo Rizzuto, presso la quale era titolare di un alloggio in quanto richiedente protezione internazionale, per cambiarsi gli abiti ed allontanarsi senza farvi più ritorno. La perquisizione compiuta dai poliziotti nel posto letto di Ebuh all’interno della Coop ha permesso di recuperare, nascosti tra il materasso e la rete del letto, la maglietta ed i bermuda indossati la sera dell’omicidio. Peraltro, l’analisi dei tabulati telefonici ha consentito di verificare come, proprio la sera del delitto, c’era stato un contatto telefonico tra la vittima ed il nigeriano fermato.

La vittima, Pietro Scida, è stato ucciso con due coltellate al collo. Per l’omicidio è stato usato un coltello da cucina con manico nero e lama di circa 15 cm, che è stato lasciato infilato nella gola della vittima. Dopo l’omicidio la parte superiore del corpo, che giaceva su una copiosa quantità di sangue, è stata coperta da più asciugamani e da una tovaglia da tavola. Clement Ebuh è stato ripreso mentre cercava di disfarsi di una busta di plastica in un cassonetto dell’immondizia. Seguendo i filmati delle telecamere gli agenti della squadra mobile di Crotone sono riusciti ad acquisire i dettagli anatomici, nonché individuare con certezza gli indumenti indossati dall’extracomunitario che riusciva a far perdere le sue tracce. Durante le indagini i poliziotti hanno seguito il nigeriano anche attraverso le tracce telefoniche. Nelle scorse ore il telefono di Ebuh è stato rintracciato proprio al confine con la Svizzera. I poliziotti hanno presentato in Procura un’informativa ed il pubblico ministero di turno ha emesso un provvedimento di fermo. Sono stati poi avviati accertamenti con il Servizio centrale operativo, il Servizio di Polizia scientifica ed la Divisione Sirene del Servizio per Cooperazione Internazionale di Polizia di Roma, finalizzati a rintracciare il nigeriano, oltre che con la Squadra Mobile della Questura di Como, la quale riusciva a verificare che, effettivamente, il ricercato aveva chiesto asilo presso una struttura di Chiasso. Le ricerche si sono poi concluse con il fermo di Clemente Ebuh.