«Come un sisma». Guarda il video dell’esplosione censurata dalla Cina

Un’enorme palla di fuoco che illumina la notte cinese, la terra che trema e la gente che scende in strada impaurita. Sono le sconvolgenti immagini, che hanno fatto il giro del web e della tv, di una serie di esplosioni che si sono verificate mercoledì notte in un’area industriale nel nord della Cina, provocando centinaia di morti e feriti. L’incidente è avvenuto alle 23.30 locali, circa le 19 italiane, a Tanjin, città portuale a sud-est di Pechino. Le prime due esplosioni sono avvenute a 30 secondi di distanza l’una dall’altra, provocate dall’incendio di un carico di materiale chimico infiammabile in un deposito della zona industriale. Ne sono seguite delle altre, le cui onde d’urto sono state sentite a diversi chilometri di distanza. La palla di fuoco che ne è scaturita ha quasi illuminato a giorno la zona ed ha scatenato un incendio che per fortuna, hanno riferito i media locali, è stato posto sotto controllo. Ma il numero dei feriti supera le cinquecento persone e i morti ufficiali sono almeno 44, ma il bilancio è destinato a salire dato che si segnalano centinaia di feriti in gravissime condizioni. Testimoni hanno raccontato uno scenario apocalittico: al momento dell’esplosione la terra tremava con violenza, come anche le automobili e gli edifici, che secondo i media locali presentano profonde crepe e vetri rotti. Diverse torri sono rimaste senza luce elettrica, sono stati danneggiati i binari della metropolitana. La gente ha cominciato a scappare ed i residenti hanno abbandonato le proprie case scendendo in strada. Le fiamme hanno prodotto una nuvola di fumo di decine di metri.

La Cina tace su cosa c’era nel magazzino dell’esplosione

L’esplosione è stata talmente potente da finire persino registrata sui sismografi. Alcuni utenti di Internet cinesi si sono lamentati che i loro messaggi sui “social forum” con informazioni e commenti sull’esplosione di Tianjin, sono stati cancellati dalla censura. Gli interventi censori si sono verificati nonostante la promessa di un’inchiesta “trasparente” da parte del presidente Xi Jinping. L’accesso di giornalisti e pubblico al luogo dell’ incidente – un deposito di materiale chimico – è stato bloccato da un ingente schieramento di polizia. A farne le spese anche la troupe della rete televisiva americana Cnn, che stava trasmettendo in diretta da uno degli ospedali dove sono ricoverati i feriti. La troupe è stata bloccata da agenti di pubblica di sicurezza, che hanno imposto a giornalisti e tecnici di interrompere la diretta. L’agenzia Nuova Cina afferma che la compagnia proprietaria del magazzino nel quale si sono verificate le esplosioni è la Tianjin Dongjiang Port Rui Hai International Logistic. La compagnia, fondata nel 2011, trasporta materiale chimico da e per il porto di Tianjin, uno dei più importanti della Cina.

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