Giustizia civile: meno lavoro per gli avvocati, ma 4 milioni di cause pendenti

Il 2015 si chiuderà con un 20% di cause in meno rispetto all’anno passato. Si passa da 4,9 milioni a 4 milioni. Un trend che riguarda anche le cause in tema di diritto famiglia, destinate a scendere del 30% entro il 2015. Una performance statistica che il Guardasigilli commenta così: «La giustizia civile è un fattore decisivo per la ripresa economica e la sua efficienza è un importante terreno di contatto per ridare fiducia ai cittadini nella legalità».

«Un milione di processi civili in meno». Il Guardasigilli esulta

Per questo Orlando investe nel civile in uomini e mezzi. Innanzitutto il personale amministrativo, la cui carenza – si legge su “La Repubblica” – è sempre stato un forte handicap. In tutto il personale aumenta di 3.200 unità, in parte già assunti e in parte da assumere. Uno stanziamento di 5 milioni di euro servirà per finanziare i percorsi stragiudiziali, cómela negoziazione assistita e gli arbitrati. Con un altro decreto sarà definitivamente eliminato l’uso della carta nel processo civile telematico. Ma il principale obiettivo di Orlando, per le prossime settimane, è quello di convincere il Csm ad adottare il “progetto Strasburgo”, elaborato dal capo dell’organizzazione giudiziario Mario Barbuto, che propone ai giudici civili parametri per smaltire entro la fine di quest’anno quelle che Orlando chiama «le cause del secolo scorso».

Obiettivo chiudere definitivamente i fascicoli che risalgono a prima del 2000

«Erano 50mila, ora sono 40mila, ma bisogna dare il segnale di buona volontà di chiudere tutte quelle che risalgono a prima dell’anno 2000» dice il ministro della Giustizia. Il Csm ha in mano il progetto dalla fine di gennaio, ma forse ha vissuto l’iniziativa del governo un po’ come un’invasione di campo che si risolve nell’appello ai tribunali a fare prima le cause più antiche sulle quali lo Stato italiano è anche costretto a pagare quasi mezzo miliardo di euro per risarcire i “casi lumaca”, come prevede la legge Pinto.