“Lady Like” Moretti attacca il Pd: «Mi ha messo il burka, ma io sarò sempre bella»

«Stasera voglio togliermi qualche sassolino dalle scarpe» ha esordito l’altra sera Alessandra Moretti, l’ex candidata presidente della Regione Veneto, a una festa dell’Unità in un piccolo paesino del Veneto, due mesi dopo la batosta del 31 maggio contro Luca Zaia. Come riporta il Corrieredelveneto, la Moretti è partita soft, ma poi… «I nostri elettori hanno punito severamente il governo Renzi – ha iniziato la Moretti – e il mio errore è stato voler far passare il messaggio che ci fosse un forte collegamento tra la mia candidatura e il governo nazionale. Questo è stato profondamente sbagliato, perché il Veneto è geloso della sua autonomia e vuole conservare una contrapposizione rispetto al governo nazionale».

Lady Like Moretti non è pentita

Moretti si è però scatenata alla richiesta di commentare la conduzione della sua campagna elettorale, iniziata di fatto con quell’intervista in cui lodava il tempo passato a prendersi cura di se stessa, dal parrucchiere o dall’estetista. La Lady Like è pentita. «Non ho mai visto una simile cattiveria mista a misoginia come quella nei miei confronti in quell’occasione. Ma quante stupidaggini escono dalla bocca degli uomini che fanno politica? E perché se io dico una cosa, il cui messaggio per altro rivendico, devo essere massacrata». La mia campagna elettorale è stata completamente sbagliata – ha detto Moretti – non mi hanno fatto quasi mai andare in televisione dicendo che ero sovraesposta, proprio mentre Zaia era su ogni canale. Mi sono dovuta vestire con un look castigato, da ferrotranviere. In definitiva, hanno cercato di dare un’immagine di me che non era credibile, quella non ero io». Infine l’autocritica sulla campagna elettorale: «Un inutile e massacrante tour de force – l’ha liquidato la Moretti – mi ha portato a dedicare lo stesso tempo a un comune di duecento abitanti rispetto al comune capoluogo. E alla fine non ha pagato». La promessa è che «tornerà la vera Alessandra Moretti». Che vuole fare opposizione dura ma leale a Zaia, vuole contribuire a costruire un Partito democratico credibile in Veneto, anche tirando per la giacca ministri e sottosegretari, se serve. Ma senza mai più rinunciare a essere donna (bella) fino in fondo: «O devo forse mettermi il burka?» si chiede.