Migliora il bimbo denutrito, ma solo altri esami escluderanno danni futuri

Bimbo denutrito: per fortuna migliorano le condizioni del piccolo di circa un anno ricoverato in stato di denutrizione all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze. Secondo quanto si apprende da fonti mediche, il piccolo – figlio di genitori vegani – risponde bene alle terapie e sarebbe fuori pericolo di vita. Una buona notizia che ha alimentato un ottimismo, immediatamente ridimensionato dall’equipe medica con l’annuncio della necessità di ulteriori accertamenti medici, che richiederanno settimane o addirittura mesi, indispensabili per capire se la condizione di denutrizione possa aver causato problemi per quanto riguarda lo sviluppo neurologico del bambino.

Il bimbo denutrito risponde alla terapia

Ricoverato nel reparto di malattie metaboliche, il piccolo viene sottoposto a una terapia a base di vitamina B12 e segue una dieta composta da pappe semisolide. Parallelamente al caso clinico, va avanti anche il risvolto giudiziario della questione a dir poco sconcertante: i genitori del bambino, entrambi vegani, sono infatti indagati per maltrattamenti in famiglia. L’indagine è scattata d’ufficio dopo la segnalazione ricevuta dall’ospedale dove il piccolo era stato portato per alcuni malesseri. Malesseri che poi si sono rivelati essere il sintomo di una pericolosa malnutrizione sulla quale – hanno speigato i medici che hanno in cura il piccolo – bisognerà aspettare un’età tra i 3 e i 4 anni per stabilire se il bimbo abbia subìto danni permanenti.

I medici: la degenza sarà lunga

Intanto, la degenza all’ospedale pediatrico fiorentino, si apprende da fonti investigative, «non sarà breve, e intanto dovremo accertare se c’era un pediatra scelto dalla famiglia che seguisse, e in che modo, il lattante. Noi – sottolinea in particolare il dottor Giovanni Federico, il pediatra dell’ospedale Cisanello di Pisa che ha curato il bambino di 11 mesi poi trasferito al Meyer di Firenze in gravi condizioni – non abbiamo chiesto questa informazione, perché ciò che ci premeva era salvare la vita al piccolo. Da quello che abbiamo capito però sappiamo che è stato un pediatra, ma non quello curante, a consigliare ai genitori di rivolgersi all’ospedale. Loro stessi hanno capito di avere sbagliato la dieta per il figlio e hanno subito acconsentito che somministrassimo al piccolo un regime alimentare con omogeneizzati a base di pesce e carne». Poi, uno stato regressivo del lattante, ha riferito Federico, ha «destato allarme nei genitori: il bimbo non riusciva a stare seduto, né ad afferrare alcuni giocattoli, e siccome aveva rifiutato il cibo vegetale che i genitori gli davano, la madre lo allattava esclusivamente al seno, ma dal sesto mese questo regime alimentare è del tutto insufficiente».