Grecia, un piano di tagli da 12 miliardi. E l’Europa ora sembra più convinta

Le proposte inviate da Atene sono “esaurienti” ma dovranno essere valutate sulla base della loro fattibilità. Questa la prima reazione giunta dal presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem il quale ha poi aggiunto che ora, insieme alla Commissione, alla Bce e al Fmi “si faranno i calcoli” e si vedrà se “i conti tornano”.

Tsipras ora deve convincere Syriza e i greci

Adesso però Tsipras dovrà vedersela con l’ala radicale di Syriza e con l’opinione pubblica della Grecia, visto che il suo piano non differisce molto da quello di Juncker rifiutato con il refrendum. L’austerity è tutt’altro che finita, insomma. Il piano di Atene contiene nuove tasse e aumenti delle aliquote in vari settori (compresi l’Iva nelle isole, prodotti di lusso e fascia dei più ricchi), lotta all’evasione fiscale, incremento progressivo dell’avanzo primario di bilancio (dall’1% del 2015), tagli alle pensioni (eliminando quelle baby), alle spese militari e alle esenzioni fiscali per gli armatori. E proprio dalle isole si levano le prime proteste: se cadono le facilitazioni fiscali per le isole greche si rischiano “effetti tragici” sul turismo, ma il ritorno alla dracma sarebbe uno scenario ancora peggiore. Così commentano i sindaci di tre isole rappresentative come Paxos, Paros e Samo. Cinque deputati dell’ala radicale di Syriza, la cosiddetta ‘Piattaforma di sinistra’, hanno invece presentato un documento di quattro pagine in cui chiedono la Grexit. Il principale partito di opposizione greco, i conservatori di Nea Dimokratia,  approvano a loro volta l’accordo con i creditori internazionali. Scettici gli analisti di Moody’s: “A prescindere da un accordo politico sulla Grecia nel fine settimana – fanno sapere – riteniamo che i rischi di esecuzione del salvataggio saranno ancora elevati e le condizioni dei finanziamenti esterni saranno più difficili da assorbire a causa delle sfide politiche e sociali del paese”.

Il pressing della Germania sulla Grecia: il negoziato non è chiuso

La Germania esorta il Parlamento greco ad accettare l’ultimo piano di riforme, presentato da Atene, oltre a ricordare che il round di negoziati è ancora aperto. “Sarebbe un primo passo verso l’introduzione di una legislazione sui piani di riforma”, ha detto Martin Jaeger, portavoce del ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble. L’ufficio della cancelliera tedesca, Angela Merkel, ha fatto sapere che non rilascerà commenti sul contenuto delle proposte finché non verranno valutate da parte delle istituzioni competenti.