Marino sotto attacco. E Renzi gli toglie anche i fondi per il Giubileo

“All’ultimo momento il governo ha sfilato dal «paniere» del Consiglio dei ministri il pacchetto speciale per il Giubileo”, si legge su “La Stampa”. Per il momento, niente soldi (circa 600 milioni) e niente poteri aggiuntivi (procedure più spedite) da affidare al «commissario» all’Anno Santo, il sindaco di Roma Ignazio Marino. Certo, il mini-decreto è soltanto rinviato, anche perché l’accordo politico è stato già definito, ma la decisione del presidente del Consiglio di soprassedere può essere messa in relazione con una novità che, se si concretizzasse, avrebbe conseguenze clamorose: Renzi ha cominciato a riflettere se resistere in difesa di Marino sia la strategia migliore in termini di immagine per il governo e per il Pd.

La paura di Renzi è che con le dimissioni di Marino si darebbe via libera a una vittoria di Grillo

Fino a 48 ore fa Renzi sembrava determinato nel seguire la linea da lui stesso decisa: il male minore è difendere Marino ed evitare lo scioglimento del Consiglio comunale di Roma, con conseguente commissariamento. Una strada che rischierebbe di aprire le porte della Capitale alla vittoria del Cinque Stelle. Simbolicamente un viatico verso successivi, magari più ambiziosi traguardi per il movimento di Beppe Grillo.

Marino sempre più isolato e meno difendibile

Lo scandalo di Mafia Capitale, con un epicentro iniziale concentrato quasi tutto sul centrodestra, ogni giorno sta facendo emergere rivoli avvelenati che coinvolgono nuovi esponenti del Pd. Certo, il sindaco Marino è indicato nelle intercettazioni come un intralcio e in alcuni casi come il nemico numero uno della «cricca fascio-comunista», ma l’allargarsi della cerchia del persone interessate, rende il sindaco sempre più isolato e meno difendibile nella presunzione di totale ignoranza sull’andazzo generale, naturalmente non sui reati.

Il destino del Campidoglio è sempre più nella mani dei magistrati

E così, anche se nessuno lo dice a voce alta, il destino del Campidoglio è sempre più nella mani dei magistrati. Nei giorni scorsi si sono svolti diversi interrogatori e da alcuni verbali potrebbe prendere le mosse la terza ondata di arresti. Nessuno sa nei confronti di chi, ma se i riflettori si spostassero sulla Regione e sulle precedenti amministrazioni, Renzi e Marino potrebbero avere qualche tempo in più per concordare una strategia. Di uscita o di resistenza.