Giubileo commissariato? Il centrodestra: no, da cacciare è solo Marino

Fa discutere il “semi-commissariamento” dei lavori del Giubileo 2024 la cui regia potrebbe essere sottratta a Ignazio Marino e alla sua giunta finita nel tritacarne di MafiaCapitale e affidata al prefetto di Roma Franco Gabrielli. Nella scelta, uno schiaffo al sindaco della Capitale, c’è lo zampino di Renzi che vorrebbe disfarsi di Marino ma “è costretto” a difenderne l’estraneità dagli scandali romani per non far deflagrare la sinistra capitolina e azzerare, come chiedono le opposizioni, il governo della città per ripartire dall’anno zero. L’affidamento al prefetto del «raccordo operativo delle amministrazioni coinvolte nella realizzazione del Giubileo», redatto con una formula soft, risulta dalla bozza del consiglio dei ministri che ha vagliato il piano di Marino.

Giubileo, il Campidoglio smentisce

«Nulla di definitivo», si affretta a smentire l’ufficio stampa del Campidoglio che attribuisce alla fantasia dei giornalisti anche l’irritazione del sindaco nei confronti di Palazzo Chigi. «Sull’affidamento della regia del Giubileo al prefetto di Roma ipotizzato su alcuni quotidiani – si legge nel  comunicato – non sono state prese misure amministrative su cui Comune e Governo lavorano insieme da tempo».

La faccia tosta di Marino

Il sindaco Marino cerca di tenere botta con la stessa imprudenza dimostrata nell’Aula Giulio Cesare davanti alle contestazioni. Sorride e alza le mani in segno di vittoria. «Nella mia giunta non solo c’è onestà ma anche tecnica. Per l’Anno Santo – ribadisce – abbiamo scelto un’impostazione di orgoglio per la città: i soldi spesi, essendo dei romani, avranno una ricaduta sul prodotto interno lordo della Capitale. La cornice finanziaria sarà l’allargamento di spazi nel patto di stabilità. La stazione appaltante sarà il Comune». Una garanzia di moralità e di buongoverno.

Gasparri: una soluzione a metà

Semi-commissariare il Giubileo è una soluzione pasticciata che risponde più a una “assicurazione” di facciata che alla necessità di garantire la massima trasparenza al business e al giro di affari legati all’Anno Santo. Di soluzione «salomonica e inaccettabile» parla il senatore azzurro Maurizio Gasparri: «Ci sono responsabilità diffuse in tutti i settori politici ma la sinistra è immersa fino al collo in questa drammatica vicenda romana.  Serve un immediato commissariamento del Comune di Roma in mancanza del quale coloro che dovessero rimanere a guardare dovranno essere denunciati per una evidente omissione». Di fronte all’infiltrazione da parte delle organizzazioni criminali nell’attuale gestione del Comune di Roma non basta aver rimosso qualche assessore o qualche capogruppo – sottolinea Gasparri  – Buzzi era il regista di riunioni e iniziative di assessori, capigruppo ed esponenti del Pd e delle varie sinistre per mantenere in carica questo o quel gestore di aziende pubbliche con i quali la cooperativa rossa 29 Giugno intratteneva loschi rapporti».