Zoro in prima serata su Raitre. Ma lui porta solo gli “avanzi” della sua satira

Gazebo avanti tutta. Il fortunato programma  di Diego Bianchi, per tutti Zoro, in onda dal 2013 in seconda serata su Rai3 (domenica e lunedì)  viene promosso in prima serata: da venerdì 22 maggio il format dell’ex comico naif di sinistra verrà trasmesso nella fascia aurea per cinque serate. Una promozione importante che manda definitivamente in soffitta il personaggio storico dell’imbambolato simpatizzante del Pd in crisi di identità nella confusione della Babele della sinistra bersaniana.

La conversione di Zoro

Spenti gli astri dell’ex gloriosa satira cresciuta a pane e antiberlusconismo, tramontata l’epopea di Serena Dandini e del duo Guzzanti, archiviata la stagione d’oro di Santoro, la normalizzazione renziana produce  la mutazione genetica di Zoro che da fustigatore del Nazareno in Tolleranza zero, la celebre videointervista a Odvaldo ospitata da Parla con me, a conduttore paludato diventa un perfetto conduttore “degno” della prima serata della terza rete di Mamma Rai, anche se rigorosamente in jeans e t-shirt a ricordo del passato militante. Romano doc, una laurea in Scienze politiche e un passato di esperto blogger, da Repubblica Zoro assicura che il passaggio alla prima serata non annacquerà il programma. Stesso format, stessa squadra (con l’immancabile Marco Damilano nei panni annoiati del Cicerone del palazzo della politica) con l’imperdibile top ten dei tweet più esilaranti della settimana e le telecamere impiccione che si intrufolano in ogni evento dell’attualità politica e che hanno fatto la fortuna di Gazebo.  «Preoccupato? No, forse dovrei esserlo Me lo chiedono tutti…», sorride Zoro.

La mutazione genetica

Ne è passato di tempo da quando il compagno Diego fustigava il potere, beffeggiava il Partito democratico “ontologicamente” destinato alla sconfitta e metteva alla berlin tic e contraddizioni della gauche italiana ai tempi del Cavaliere con il dialogo surreale tra due personaggi contrapposti alle prese con le continue svolte della sinistra. Oggi Gazebo è un programma costruito su misura della  sinistra radical chic, quella di “largo ai migranti e ai nomadi, ma per favore non nel mio giardino” quella con il birignao, un po’ in salsa “gruppettara” e con retrogusto da centro sociale ripulito, ma pur sempre  birignao.

Porta a Porta di sinistra

I primi ad accorgersene furono i compagni del Fatto Quotidiano che fin dagli esordi di Gazebo scrivevano: «Ormai è un programma condotto da Zoro, ma senza Zoro. Un paradosso televisivo che somiglia sempre più a un salotto romano di radical chic, sinistri in piena crisi di identità, che continuano indefessamente ad autoanalizzare il loro fallimento politico e culturale, che parlano tra loro di cose che al resto del Paese, giustamente, non interessano minimamente. E’ un continuo susseguirsi di inside jokes per pochi eletti, che sono di difficile comprensione non solo al di fuori del Raccordo anulare, ma anche fuori le Mura Aureliane».